Round Terzo Ciclo
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STRANIERO IN TERRA STRANIERA
CODICE JANUS
«...e infine non rimane che occuparsi del condotto primario, è qui che entrano in gioco i bulloni autosigillanti!» conclude il Comandante Vinsar, istruttore di Ingegneria Astronavale, battendo il palmo sulla cattedra. «Chiaro?»
«Sì, signore!» rispondete tutti insieme.
«Vedremo» borbotta l'istruttore. «Per oggi abbiamo finito, ora fuori di qui.»
Tutti insieme uscite dall'aula, dirigendovi verso la Mensa per il pranzo. Ordini le solite cose al replicatore e ti siedi al tuo solito tavolo. La musica di sottofondo che la personalità sintetica del computer ha scelto per oggi è una vecchia canzone di Alfa Centauri: "Il tempo scorre, il tempo vaaa..." canta una voce femminile, "se c'è qualcosa fuori posto chi lo saaa..." ma i più dei cadetti sono troppo assorbiti dal cibo per prestarvi attenzione, come al solito. Mentre sbocconcelli il tuo pranzo dai un'occhiata al tuo PADD per tenerti informato di quello che succede in Accademia e di tutte le attività extracurricolari in cui possono essere coinvolti i cadetti, come se lo studio da solo non prendesse già abbastanza tempo. C'è il punteggio dell'ultimo incontro di Parisses Squares della squadra dell'Accademia, con le interviste ai giocatori; c'è il bollettino di Cobledick sulle sue nuove iniziative mirate alla socializzazione; ci sono le critiche all'ultimo spettacolo messo in scena dal circolo teatrale; c'è un trafiletto riguardante il Rettore pro tempore Garf, ma sicuramente sarà uno dei suoi soliti brontolamenti sul buon nome dell'Accademia. Insomma, la vita scorre pacifica e tranquilla in Accademia, tutte le cose sembrano tornate al loro posto. Tutte, tranne una. Tu.
Entri nel tuo alloggio, lasciando che la porta scivoli silenziosamente alle tue spalle, isolandoti dai suoni del mondo esterno. Sprofondi nella poltrona, sentendo la maschera che hai indossato fino ad ora scivolarti di dosso come un velo.
«Computer, attiva una registrazione criptata di livello 12.»Dopo qualche secondo arriva la conferma gentile e un po' asettica del computer. «Inizializzazione eseguita. Pronto a registrare.»
«Diario personale, data stellare... non importa. Registro questo messaggio nel caso qualcosa andasse storto... e sono parecchie le cose che possono andare storte in questa storia. Non posso parlare con nessuno di ciò che devo fare, e se dovesse succedermi qualcosa, questa registrazione potrà almeno fornire qualche risposta.»
Prendi un profondo respiro e inizi a raccontare. «Sono nato in quello che la Federazione chiama Universo Specchio. Per chi non lo conoscesse, non è un bel posto. Per buona parte della mia vita, non ho mai immaginato che potesse esistere qualcosa di diverso. Come molti altri, conoscevo le storie di un altro posto, un altro universo, dove tutto era simile eppure rovesciato: niente vecchio Impero Terrestre, niente Alleanza Klingon-Cardassiana, ma una Federazione Unita dei Pianeti fondata sulla pace e sulla tolleranza. La gente diceva che era da lì che provenivano i viaggiatori dimensionali che avevano convinto il futuro Imperatore Spock a rinunciare al terrore e riformare l'Impero, ma come tanti consideravo queste storie alla stregua di leggende. Poi, un giorno, tutto è cambiato: il destino ha fatto sì che incontrassi un gruppo di patrioti che combatteva per riportare l'equilibrio tra i due universi e correggere gli errori che erano stati fatti in passato. Gli uomini dell'Alleanza li chiamano ribelli, insorti, banditi; quelli che lottano insieme a loro li chiamano semplicemente l'Iniziativa. Mi sono unito a loro, e così ho conosciuto gli uomini che guidano la Ribellione, un Triumvirato di personaggi i cui nomi vengono sussurrati in tutto il quadrante, infondendo speranza negli spiriti degli oppressi e instillando il timore nei cuori degli oppressori.
Circa un anno fa, i Triumviri mi hanno assegnato una missione speciale: utilizzando l'identità del mio doppio, un cadetto della Flotta Stellare, dovevo fare dei sopralluoghi e raccogliere informazioni sull'Accademia. Grazie a queste informazioni, avrei dovuto organizzare una fuga di massa dal campo di lavoro che, da questa parte dello specchio, corrisponde all'Accademia di Flotta. Ma durante l'ultima di queste incursioni, proprio quando la mia missione di infiltrazione stava per volgere al termine, ho scoperto qualcosa. Qualcosa di così importante che potrebbe ribaltare le sorti della Ribellione. Non potendo rimandare il piano prestabilito, i miei superiori hanno deciso di prelevare il mio doppio e di utilizzarlo al mio posto. Non lo invidio: probabilmente proprio in questo momento sta ricevendo le sue istruzioni dai Triumviri in persona. Il mio obiettivo adesso invece è diventato un altro: portare a termine una missione ben più delicata, una missione che, se riuscisse, potrebbe cambiare il corso della storia nel mio universo...»
Interrompi la registrazione, sentendo tutto il peso della responsabilità che ti è stata affidata. La tua missione non sarà certo uno scherzo: infatti, se tu sei riuscito ad infiltrarti in Accademia sostituendo il tuo doppio, è possibile che anche gli agenti dell'Alleanza possano aver fatto altrettanto. Ma, qualunque cosa dovrai affrontare, sei pronto ad entrare in azione.
C'è solo un dubbio che continua ad affacciarsi alla tua coscienza: quando tutto sarà finito, sei davvero sicuro di voler tornare nel tuo universo per continuare la Ribellione? Non sarebbe bello poter restare qui, dove i popoli non languono sotto il tallone dell'Alleanza e dove nessuno vuole accoltellarti per un pezzo di pane o per una coperta? In fondo, non dovrebbe essere difficile far perdere le tue tracce e rifugiarti in qualche angolo lontano, a goderti tutto ciò che questo universo ha da offrire, lasciando quello sciocco del tuo doppio a vivere una vita pericolosa e probabilmente breve nell'universo specchio? Non avresti diritto anche tu ad un po' di riposo e di felicità? Ma... a quale prezzo?
QUELLO SPORCO ULTIMO PUNTO
Le porte del tuo alloggio si aprono al tuo passaggio: le oltrepassi quasi senza farci caso, come sempre, con in mano i padd con gli appunti ed i testi delle esercitazioni da preparare per l'indomani. Tullio Trebazio Fandonius, istruttore di storia della tecnologia, è riuscito ad appiopparvi una ricerca riguardante un qualche scavo archeologico di dubbio interesse, ma l'importante è che le lezioni della giornata anche per oggi si siano concluse e finalmente tu possa rimettere piede in alloggio. È un giorno come tanti altri qui in Accademia, anche se a volte, in cuor tuo, ne preferiresti uno normale: così, tanto per cambiare. I ricordi delle tue recenti vicissitudini sono ancora freschi nella tua mente: dopo gli ultimi avvenimenti speravi quasi in un po' di routine, ma l'Accademia della Flotta Stellare non è posto in cui ci si possa annoiare.
Getti un'occhiata al display in cui lampeggia l'ora: oggi speri di avere almeno cinque minuti di tempo prima di...
«Blirp!»
Giustappunto.
Non hai bisogno di controllare chi ti stia chiamando: sai benissimo chi sia ancora prima di attivare il pulsante di risposta.
«Cadetto?! Cadetto!? Risponda! -La voce imperiosa di Estia Kalligalenos, per lavoro docente dei corsi di alta specializzazione ed allenatrice di parrises squares per vocazione, esce dall'impianto di comunicazione interna- Mi raccomando, non dimentichi che oggi iniziamo con 20 minuti di anticipo. Il contrammiraglio Garf ha fatto in modo che la palestra del Blocco J sia a nostra completa disposizione per i prossimi giorni. Mi raccomando la puntualità!»
Oggi l'allenamento in palestra è stato più duro di quelli precedenti: una specie di frenesia dell'ultimo momento sembra essersi impossessata di voi con l'approssimarsi della gara. Negli ultimi giorni poi la tensione agonistica è salita letteralmente alle stelle: il gran momento si sta avvicinando sempre più e la pressione a cui siete sottoposti sale di pari passo con le aspettative di tutta l'Accademia. La Kalligalenos si volta verso di voi per controllare che le vostre nuove uniformi siano in perfetto stato.
«State uniti, tenete la testa alta e lasciate parlare me. Ricordate: prima che sul campo, la partita inizia qui, con il primo incontro con la squadra avversaria. I vostri avversari sono duri, furbi, addestrati, ma soprattutto completamente privi di pietà o compassione. Cercheranno di spaventarvi, di intimidirvi, di minare la vostra sicurezza in voi stessi. Saggeranno sistematicamente le vostre difese alla ricerca di una qualsiasi debolezza, e quando ne troveranno una, colpiranno senza scrupoli e senza rimorsi. Quindi non avete che una possibilità: essere più scaltri, crudeli e spietati dei vostri avversari!»
Bisogna ammettere che la Kalligalenos ha preso fin troppo seriamente il ruolo dell'allenatore. Non ti aspettavi che una donna di classe come lei, più interessata alle collezioni pregiate che allo sport, si potesse trovare bene in questa parte, ed invece eccola lì a darvi le ultime istruzioni. Questa storia deve avere risvegliato nella statuaria platoniana ricordi ancestrali di sangue, sudore e spalti gremiti dalla folla in delirio.
«E se stasera becco anche soltanto uno di voi con in mano qualcosa di più forte di un bicchiere di sintalcol, domani i giri di campo ve li faccio fare in linea verticale, intesi? Vi voglio lucidi, scattanti e determinati!»
La grande sala attrezzata per la conferenza stampa di presentazione delle squadre è gremita di persone: non solo cadetti e ufficiali, ma anche civili e giornalisti. La dottoressa Leneorat, che svolge le funzioni di cerimoniere, vi presenta trionfante:
«Ed eccoli qui, i valorosi membri della nostra squadra di parrises squares!»
Non fate in tempo a varcare la soglia che siete accolti da un applauso e da grida di incitamento: i vostri sostenitori non si risparmiano di certo.
«Diamo ora invece il benvenuto alla squadra di parrises squares dell'Accademia del Commercio di Tellar.» Qualche applauso di circostanza accompagna senza troppa convinzione l'ingresso della rappresentanza tellarita. Alla loro testa nientepopodimeno che il Magnifico Rettore Ster, reggente del più prestigioso istituto di Tellar. Ciascun componente della squadra tiene il mento in fuori con aria di sfida. Molto tellarita, pensi. Ma non siete qui per farvi intimidire.
Estia Kalligalenos prende subito la parola, conducendo con la sua solita eleganza la vostra presentazione e rispondendo alle domande (tipicamente idiote) dei giornalisti. La conferenza va avanti senza intoppi per i primi venti minuti, ma tutti sanno che quando si tratta di tellariti la discussione è sempre in agguato e difatti non ci vuole molto perché l'atmosfera inizi a scaldarsi: in gioco c'è lo storico torneo fra le varie Accademie federali e questa è una partita cruciale.
Una domanda in particolare attira la tua attenzione, non tanto per il contenuto quanto per l'intonazione: riconosci infatti la voce del mitico DJ di Radio Academy. «Dottoressa Leneorat, i nostri ascoltatori sono rimasti stupiti per l'assenza del contrammiraglio Garf. Tutti sanno che è un grande appassionato di parrises squares e tutti immaginavano non si sarebbe fatto scappare l'occasione di sostenere la squadra dell'Accademia».
La philosiana allontana la domanda con un fruscio del fogliame. «Il contrammiraglio Garf, che ormai ricopre l'incarico di Rettore pro-tempore da più di due anni, difficilmente trova ancora il tempo di dedicarsi a qualcosa di diverso dal suo lavoro: le sue responsabilità lo tengono impegnato a tempo pieno. Il dovere prima di tutto, ovviamente.»
Peccato però: uno scontro verbale tra i due Rettori tellariti, Garf e Ster, sarebbe stato uno spettacolo impareggiabile. Mentre sei perso in queste elucubrazioni noti, con la coda dell'occhio, che un giocatore della squadra avversaria ti sta squadrando con scherno. Quando si rende conto di aver catturato la tua attenzione ti apostrofa sprezzante, con un sussurro fatto apposta per essere udito dalla tua posizione: «Potevo fare a meno di portarmi dietro il mio bullone autosigillante portafortuna. Con giocatori come questi, per noi sarà una vittoria facile.»
Al tuo fianco senti qualcuno commentare che glielo farà ingoiare, quel bullone, ma la vostra allenatrice vi fulmina con un sguardo:
«Calma, ragazzi. Lasciate che parlino: il risultato si deciderà sul campo.»
Osservi i tuoi compagni di squadra, pronti e determinati a dare filo da torcere agli avversari. La Kalligalenos ha ragione: sarà il campo a decidere il risultato. Allora sì che ne vedranno delle belle!
INCUBO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
È una bellissima giornata, il sole splende nel cielo e la temperatura è mite, all'orizzonte neanche una nuvola... peccato che non lo si possa dire anche metaforicamente parlando.
Questa mattina siete stati tutti riuniti nell'aula Magna per un'importante comunicazione e questo vuol dire sempre guai, la tua convinzione si rafforza quando vedi De Leone e Cobledick parlare tra di loro, con aria troppo, decisamente troppo, contenta.
«Cadetti! Carissimi cadetti! -inizia De Leone e vedi che tutti sono intenti a pregare e fare scongiuri- Come ben saprete, tra qualche mese avremo l'onore della visita contemporanea di tre delegazioni, composte dai migliori studenti accompagnati da alcuni insegnanti: una dell'Accademia delle Scienze di Vulcano, una dall'Accademia del Commercio di Tellar ed una dall'Accademia Militare di Angosia.»
Nella sala si diffonde un brusio di sconforto, molti hanno avuto a che fare con membri di quella accademia, altri ne hanno solo sentito parlare e sempre come storie dell'orrore. Anni addietro, un gruppetto di poveri cadetti fu mandato su Angosia per uno scambio culturale e, pare che, una volta tornati, si mettessero ad urlare appena sentivano le parole cibo e mensa. E la partita di Parrises Squares svoltasi poco tempo prima con la squadra tellarite? Tra ultrà ed atleti, si farebbe prima a parlare di quello che NON è successo.
Come al solito ti sei estraniato, immerso nei tuoi pensieri, per cui non ti sei neanche accorto che De Leone ha ceduto la parola a Cobledick, finché non senti una frase che non ti piace per niente: «...per cui saranno coinvolti solo alcuni cadetti del terzo anno.»
«Coinvolti in cosa?!» ti scopri a dire e con orrore ti accorgi di aver parlato ad alta voce.
Tutti si girano verso di te, anche gli istruttori...
«Non ci posso credere, non è possibile! -continui a ripeterti mentre vaghi senza meta per il parco dell'Accademia, sperando di calmarti o che una voragine si apra sotto di te e t'inghiottisca, ma queste fortune tu non le hai mai- Sono proprio un cretino!»
È stato deciso di ricevere le delegazioni con una festa in loro onore, che dovrà concludersi con una rappresentazione teatrale. Ovviamente il regista è Cobledick, visto che è l'insegnante del corso di recitazione, corso obbligatorio con la scusa che un buon ufficiale deve saper immedesimarsi in qualsiasi identità di copertura.
La tua domanda in mezzo all'Aula Magna e la tua espressione ha fatto capire immediatamente a De Leone che non stavi attento, per cui meritavi una punizione e visto che sei del terzo anno, che fortuna!, sei stato scelto come volontario coatto per partecipare alla recita. Infatti, solo quelli del terzo saranno selezionati, perché quelli del primo anno hanno bisogno di tempo per ambientarsi, quelli del secondo devono recuperare i voti bassi del primo anno e quelli del quarto devono prepararsi per l'esame finale: la Kobayashi Maru.
L'opera deve ancora essere decisa, ma sarà sicuramente qualcosa di Shakespeare, drammaturgo ormai riconosciuto in tutta la galassia da quando le sue opere sono state tradotte in klingon ed in tellarite.
Mentre passi davanti al negozio di Romansk, noti che le cianfrusaglie che vende, se non fosse per i prezzi esorbitanti, farebbero felice un qualsiasi trovarobe teatrale... improvvisamente rimani folgorato da un'idea: la tua unica speranza, adesso, è quella di non venire selezionato come attore, in fondo servono anche attrezzisti, suggeritori e scenografi... sì, forse hai ancora una possibilità.
Comunque, un po' di fortuna l'hai avuta: il rettore Garf non era presente per cui te la sei cavata con poco, lui ha la mania delle punizioni esemplari. Da quello che hai sentito dire in giro si è preso un paio di giorni di licenza per risolvere dei problemi personali, ma nessuno sa esattamente di cosa si tratti o dove sia andato e l'ultima volta che tu lo hai visto, ti sembrava più preoccupato del solito, quasi agitato.
Ti sei nuovamente distratto e per questo finisci addosso ad un arbusto.
«Ma che cavolo ci fa una pianta in mezzo al vialetto?» sbraiti massaggiandoti il naso.
«Cadetto, guardi dove mette i piedi!»
La tua solita fortuna, non sei finito addosso ad un arbusto, ma contro alla dottoressa Dah Leneorat che usciva dagli archivi ufficiali, probabilmente Stark aveva fatto esplodere qualcosa e qualcuno ci era andato di mezzo. A tua discolpa si può dire che tra un philosiano, la razza della dottoressa, ed un arbusto la differenza è minima, solo la divisa che indossa, si potrebbe dire.
«Mi scusi dottoressa, ero soprapensiero e non l'ho notata. Stavo pensando alla recita e...»
«Ah, sì! Ho saputo che lei si è offerto, bravo -le notizie viaggiano veramente veloci da queste parti- Visto che ha partecipato all'olofilm dell'agente 00Z le daranno sicuramente la parte del protagonista.»
«No! -urli- Non credo, non vogl...»
«Non si preoccupi, metterò io una buona parola perché lei ottenga quel ruolo» e dicendo questo si allontana con un fruscio.
La dottoressa ha frainteso la tua espressione di panico, decisamente non è la tua giornata, in fondo te lo diceva anche il tuo oroscopo: "Giove si scontra con il vostro segno, per cui aspettatevi l'inaspettabile e preparatevi a risvolti negativi su tutto quello che farete. State attenti agli incontri, potrebbero cambiarvi il futuro."
Ora, anche la più piccola speranza di non finire sul palcoscenico ti sembra svanita... sempre che tu non ti faccia male; ma in che modo, visto che un osso rotto, a parte il male che proveresti, è risaldato in men che non si dica... al diavolo la moderna medicina!
ALL'INSEGUIMENTO DEL DILITIO VERDE...
«Niente, maledizione, neanche la più piccola apertura... Una porta, il mio regno per una porta!» urli con tutto il tuo fiato contro una parete di dura roccia. Lo fai principalmente per sfogare la tua rabbia, perché sai bene che nessuno ti può sentire attraverso quelle spesse mura. Sei stato molto bravo a lasciare il gruppo senza che nessuno se ne accorgesse: perciò, non c'è anima viva che sappia dove ti trovi ed in che guai ti sei cacciato.
«Perché... perché, in nome di tutto ciò che può e non può essere sacro, ho deciso di giocare al piccolo tombarolo!?» ti chiedi sommessamente, mentre la tua memoria torna indietro a due settimane prima.
DUE SETTIMANE FA
Ti trovi in Accademia, più precisamente nella biblioteca, dove sei stato costretto ad aiutare il signor Verano, il pignolo bibliotecario cardassiano, nell'annuale inventario e riordino degli antichi volumi cartacei, semplicemente perché eri in ritardo nel restituire alcuni libri... cosa vuoi che siano tredici mesi tra amici?
Sei rimasto solo a lavorare (il "capo" aveva avuto un improvviso impegno e si era allontanato borbottando), comunque, stai comodamente spaccandoti la schiena trasportando chili e chili di carta, ed inalando una quantità spropositata di salutare polvere, quando un vociare agitato e vagamente familiare attira la tua attenzione.
Una vocina dentro t'avverte che: "Chi si fa gli affari propri campa cent'anni" e per circa cinque nanosecondi ponderi quella opzione, poi dai ascolto alla tua curiosità e vai ad indagare.
Magari la vocina aveva ragione, perché appena sbirci per vedere chi discute così animatamente, ti trovi davanti la Dottoressa Leneorat ed il Rettore Garf. Fai giusto in tempo a rannicchiarti in un angolo e farti piccolo piccolo prima che ti notino: dai loro volti, infatti, pare che stiano scoccando scintille e di sicuro non vuoi essere preso nel mezzo. Per fortuna sono troppo presi dalla discussione, apparentemente appena finita, che non s'accorgono di te quando vanno via... e di questo ringrazi la tua buona stella. Archivi l'incidente come uno dei soliti battibecchi tra istruttori: peccato che la felicità d'esserti salvato ti renda tanto distratto da inciampare e venire, dolorosamente, seppellito da una montagna di libri, come nella migliore tradizione dell'universale ironia.
«Cosa ho fatto di male, ditemelo!?» esclami cercando di tenere bassa la tua voce... in fondo, sei sempre in una biblioteca.
Incominci a raccogliere i libri, pregando che siano ancora integri (altrimenti sei sicuro che Verano ti strangolerà, ti scuoierà e userà la tua pelle come tappetino, se hai fortuna in quest'ordine...) quando, all'improvviso, lo vedi ed il tuo cuore si ferma per un attimo: la copertina di uno dei preziosi volumi originali si è parzialmente staccata e la tua vita inizia a scorrere velocemente davanti ai tuoi occhi.
Prendi subito il volume pensando ad un modo per rimediare al danno, o per lo meno di mascherarlo, e t'accorgi che la copertina staccata copriva un altro documento, dall'aria molto più antica.
«Cos'è questo, la mappa di un tesoro?» esclami con molta ironia... per poi rimangiartela immediatamente. Infatti, proprio di una mappa sembra che si tratti, e da quello che riesci a capire il luogo è un tempio sul pianeta Yndiana IV.
Chiamalo karma, chiamalo destino, ma quello è proprio il pianeta in cui il tenente Fraser, con l'assistente Marok, porterà un bel numero di cadetti, te compreso, in un'istruttiva gita didattica tra non molto tempo.
Consegnando adesso la mappa alle autorità avresti sicuramente qualche riconoscimento... ma niente in confronto a quelli che riceverebbe l'audace cadetto che da solo, molto da solo, ha "accidentalmente" fatto la scoperta archeologica del decennio.
Immagini di fama, gloria ed avventura ti entrarono nella mente, seppellendo, così, una timida e fievole voce che cerca di avvertirti della pericolosità di tutto questo... o che magari si tratta tutto di uno scherzo.
Ormai è tardi, il piano perfetto è già stato elaborato: ti saresti allontanato dal gruppo senza dare nell'occhio (non una grande impresa visto la fama dei due istruttori) poi, con l'attrezzatura che ti saresti portato dietro, il recupero del tesoro sarebbe stato una bazzecola, praticamente era come avere già i soldi in banca... o come diavolo dicono su questo pianeta.
La prima parte del piano è andata come previsto, a parte qualche domanda indiscreta dei tuoi compagni su tutto l'equipaggiamento che ti sei portato dietro, ma per fortuna un paio di lunghe e noiosissime tirate sulla prudenza hanno bloccato ulteriori approfondimenti da chicchessia. Purtroppo, appena allontanatoti dal gruppo ed addentrato nell'area inesplorata del tempio, che hai rintracciato facilmente, sei caduto vittima di una di quelle tipiche trappole che si vedono negli olofilm di Alan Smithee... un pezzo del pavimento che hai calpestato ha fatto scattare una parete mobile, che ti ha precluso la via da cui sei appena entrato.
Tutto questo ti riporta all'attuale situazione, che purtroppo non è cambiata di un millimetro rispetto a quella precedente: sei bloccato in un tempio alieno, senza possibilità di contattare aiuti, e nessuno sa dove ti trovi. Non ti resta che fare il punto della situazione. Cobledick dice sempre di guardare prima al lato positivo delle cose: beh, il lato positivo è che hai evitato per un pelo d'essere schiacciato dalla parete rocciosa scivolata alle tue spalle, evitando di finire spiattellato. D'altra parte, Sherman consiglia anche di guardare il lato negativo, e quello negativo è che la maggior parte del tuo prezioso equipaggiamento è inutilizzabile o irraggiungibile dall'altra parte del muro: praticamente non hai più nulla, ma almeno sei riuscito a salvare la mappa.
«Non mi resta che andare avanti» borbotti, mentre fai l'inventario di ciò che ti è rimasto ed osservi sconsolato il labirinto di pietra che si estende davanti a te. Nella tasca stringi la pietra CHAH-mooz-ee che ti hanno regalato poco tempo prima, e oltre ogni logica ti aggrappi alla speranza che l'amuleto ti possa effettivamente essere d'aiuto come ti hanno garantito.
TUTTI GLI UOMINI DEL RETTORE
FLASH DI UNO SCANDALO
«Buongiorno cadetti! Qui è il vostro DJ preferito di Radio Academy che vi ricorda che, all'inizio del prossimo anno accademico, i migliori di voi saranno selezionati per trascorrere un anno nello spazio. Sì, avete capito bene: un intero anno tra i vostri eroi preferiti! Quindi datevi da fare, perché i posti sono pochi e solo i primi saranno selezionati!»
Una nuova giornata in Accademia è iniziata nel solito modo... con un bel contrattempo. Ovvio: infatti è martedì!
Questa mattina ti sei svegliato con la voce di Radio Academy che informa delle selezioni che si terranno all'inizio del prossimo anno... selezioni a cui tu non partecipi, la tua media non è abbastanza alta e se questo non bastasse, mentre eri ancora insonnolito, sei contattato dal tuo coordinatore scolastico per essere informato che hai bisogno di maggiori crediti accademici, per questo motivo ti devi dedicare a qualche attività extra, ma quale? Certamente non hai intenzione di entrare nel club di recitazione, visto le tue precedenti esperienze e dei club sportivi non ne vuoi più sentir parlare, dopo alla partita di Parrises Squares a cui hai dovuto partecipare. I club rimanenti sono pochi, ma quello che si occupa del giornale ufficiale dell'Accademia ti sembra il più promettente... anche perché è quello che ti dà più crediti in poco tempo. Alla fine hai deciso, diventerai un giornalista!
Quando entri nella redazione della "Gazzetta del Cadetto" noti subito un certo fermento: gente che corre in tutte le direzioni, comunicatori che non fanno che suonare ed urla di tutti i generi.
«Incominciamo bene» mormori tra te, mentre cerchi di attirare l'attenzione per riuscire a parlare con qualcuno. Dopo essere stato sballottato di qua e di là, ti ritrovi dentro all'ufficio del direttore e scopri che altri non è che il famoso DJ di Radio Academy! Cerchi di parlargli, ma lui non ti ascolta, preso com'è a rispondere a tutte le chiamate che gli arrivano, è come se tu fossi invisibile, poi ti viene una brillante idea!
«Chi rompe?» grida il direttore rispondendo all'ennesima chiamata.
«Buongiorno, Signore, sono un cadetto che vuole far parte del giornale.»
«Che diamine! Non mi devi chiamare, devi presentarti qui! Non sai che...»
«Signore -lo interrompi- io sono qui, proprio davanti a lei e da un bel po' di tempo, oserei dire.» Il direttore alza lo sguardo e ti vede dritto davanti alla sua scrivania, con il comunicatore acceso. Finalmente ti ha notato, hai smesso di essere invisibile.
«Ma che diavolo...»
«Ho pensato che questo fosse l'unico modo per comunicare con lei, Signore.»
«Mi piaci. Hai spirito d'intraprendenza e questo è ciò di cui abbiamo bisogno. Sei dei nostri -esulti, i tuoi problemi di crediti sono finiti- sarai il nostro nuovo galoppino.»
La tua gioia viene stroncata sul nascere, lì si ottengono un sacco di crediti accademici solo per ogni articolo pubblicato, il semplice far parte dello staff te ne dà assai pochi.
«Ma Signore, io pensavo di fare il giornalista, devo fare il giornalista... la supplico, mi basta scrivere anche solo un paio di articoli... la prego!»
«Ah, tu sei qui solo per i crediti, eh?! Mm... solitamente quelli come te li butto fuori a calci, ma tu mi piaci e ti verrò incontro. Dovrai fare un'inchiesta su questo -ti passa un DiPadd- se il tuo pezzo sarà buono vedrò se darti qualcos'altro, altrimenti... aria! e non vedrai neanche mezzo credito. Ci siamo intesi?»
«Certo, Signore. Grazie, Signore. Non la deluderò, Signore.»
Così dicendo esci dalla stanza, ma la cosa ha poca importanza, ormai il direttore ha ricominciato a sbraitare ordini al comunicatore e per lui tu sei tornato ad essere invisibile. Appena fuori dall'edificio guardi di cosa tratta il tuo compito e rimani esterrefatto: devi fare l'inchiesta sulla fantomatica distilleria creata e scomparsa, anni addietro, all'interno del campus e del supposto fantasma che la infesta. Un compito improbo, nessuno è mai riuscito ad ottenere informazioni, nessuno sembra saperne niente. Ti ha affidato quell'articolo sapendo già che avresti fallito, ma tu non ti dai per vinto e ti avvii nel folto del parco dell'Accademia, dove nessuno è mai voluto andare e dove, si sussurra, si trovi il fantasma.
Ormai sono ore che cammini e ti sembra di girare in tondo, probabilmente ti sei perso e la giornata sta per giungere al termine. Ti stai rassegnando a dover trovare un altro modo per ottenere i crediti che ti mancano quando noti qualcosa di strano: un albero si è spostato!
Ti nascondi dietro un cespuglio per controllare l'albero che cammina e ti accorgi che si tratta solo della dottoressa Dah Leneorat, solo in un secondo momento noti che con lei c'è anche il Rettore Garf. Senza volere ascolti la loro conversazione, non puoi allontanarti senza farti scoprire, e quello che senti ti fa riacquistare fiducia, puoi conquistare tutti i crediti che ti servono con un solo articolo e che articolo! Vedi già il titolo in prima pagina: "La Ghianda ed il Porco". Beh, forse il titolo sarà un altro, qualcosa di più buon gusto, ma comunque quello che hai appreso è la tua salvezza: hai per le mani uno splendido scandalo!