Buon viaggio tra le stelle, capitano Picard.

È con grande dolore che annunciamo la scomparsa di Sir Patrick Stewart, avvenuta ieri nella sua casa di Los Angeles, accudito con amore dalla sua amata moglie Sunny, al termine di un breve e toccante percorso con l’Alzheimer e la demenza a corpi di Lewy (la demenza a corpi di Lewy è una malattia neurodegenerativa progressiva caratterizzata da aggregati proteici chiamati corpi di Lewy, che causano declino cognitivo, disturbi motori e sintomi psichiatrici). È stato circondato dal caloroso abbraccio di familiari e amici, tra musica dal vivo, preghiere, lacrime, risate e quel genere di profonda emozione che solo lui poteva suscitare, dopo una vita di dedizione verso tutti noi. Ricorderemo per sempre il suo volto sereno, a ricordo immemore della sua invincibile grazia.

Nato il 13 luglio del 1940 a Mirfield, nel West Riding dello Yorkshire, dalla Royal Shakespeare Company approdò a una carriera altrettanto acclamata che si è estesa per sei decenni tra Broadway, il grande schermo e la televisione.

La sua voce impetuosa e il suo talento unico saranno per sempre sinonimo di interpretazioni indelebili in ogni genere. Ha esplorato la condizione umana in tutta la sua poetica complessità e ha portato speranza non solo negli angoli più remoti del Marvel Cinematic Universe, ma anche nell’iconica ultima frontiera della fantascienza, a bordo della nave stellare Enterprise. Infatti in molti lo ricorderanno per aver interpretato il capitano Jean-Luc Picard nella saga di Star Trek e il professor Charles Xavier nei film degli X-Men. La sua filmografia comprende anche Excalibur di John Boorman, Dune di David Lynch e il thriller Green Room, oltre a diverse incursioni nella commedia e nel doppiaggio, con partecipazioni a serie animate come I Simpson, I Griffin e American Dad.

I suoi traguardi professionali sono stati umilmente eguagliati dalla sua attività filantropica e dal suo impegno a favore dei diritti umani, delle sopravvissute alla violenza domestica, dei rifugiati di tutto il mondo, dei servizi per la salute mentale dei veterani e del benessere degli animali, in particolare i suoi amatissimi pitbull in affido. È stato Cavaliere, Cancelliere (di università), appassionato di motorsport e tifoso da sempre dell’Huddersfield Football Club. Sarà ricordato per la dignità, la compassione e l’umanità che ha portato in ogni ruolo, nell’arte come nella vita.

«Come me, Jean-Luc ha vissuto una vita fuori dall’ordinario, che lo ha portato ben oltre i confini della normale esperienza umana. Ma è anche qualcuno che è rimasto fedele alle proprie radici terrene, perché sono loro a avergli dato la sua identità. Alla fine, sente il richiamo di casa, come lo sento io.»
— Patrick Stewart, Making It So: A Memoir

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