StarCon 2019: Giorno 4

Bellaria, Lunedì 13 Maggio 2019

A chi possa interessare.
Scrivo queste righe nell’atrio dell’Hotel Piccadilly, che è l’ultimo rifugio per coloro che non hanno fatto in tempo ad andarsene. Il maltempo imperversa, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera stanca. Chi se l’immaginava che, proprio alla fine della StarCon Italia 2019 una tempesta si sarebbe abbattuta sulla riviera romagnola? Ieri sera c’è stata la cena di gala, abbiamo festeggiato la conclusione della nostra convention mentre fuori infuriava il temporale, e dai vetri dell’hotel potevamo vedere il mare agitato, tra le onde che ruggivano e con la furia degli elementi, la furia dei marosi e anche Furia cavallo del West. Alla luce di un fulmine per un attimo avevamo visto una nave cavalcare le onde, e con il potente ingrandimento della fotocamera eravamo riusciti a leggere il nome sulla fiancata: L’Olonese volante! Ma noi avevamo ignorato questo segno, ignavi ed ebbri, sicuri della nostra invincibilità, e ne avremmo pagato il fio! E avevamo fatto bagordi come se non ci fosse un domani. Come se non ci fosse un domani! Non potevamo immaginare quanto profetiche fossero queste parole! Noi che ce ne stavamo a bere, mangiare e danzare come sul Titanic! Perchè non abbiamo visto in tempo quell’iceberg? Perché?

Questa mattina, lunedì 13 Maggio, sono andato in stazione per ritornare a casa, la pioggia era battente; avrei dovuto già accorgermi che qualcosa non andava: molte serrande erano chiuse, la gente pareva allarmata, le macchine sembravano scappare fuori città. Una volta arrivato al binario 1 e 2/3 ho scoperto con orrore che, causa maltempo, le ferrovie erano nel caos: il mio treno era in ritardo di 55 minuti (persa quindi la coincidenza a Rimini per Bologna), e gli altri convogli erano anch’essi in ritardo, oppure cancellati. Ho provato a chiedere informazioni in biglietteria, ma l’addetto allo sportello indossava un salvagente a ciambella e una maschera da sub. Stava chiudendo, e gli ho chiesto quando avrebbero riaperto: mi ha rivolto uno sguardo compassionevole. Gli ho chiesto il perché di questa sua strana bardatura, e lui mi ha risposto: “Siamo una località di mare, no?”. Dopodichè è uscito dalla stazione con ai piedi le pinne e si e tuffato in strada, allontanandosi a nuoto.
Non potevo fare altro che tornare in albergo, dove almeno avrei trovato asilo. Sono stato uno degli ultimi, prima che chiudessero le porte.
Ed eccoci qui, io e pochi altri compagni di sventura rimasti. Le notizie sono frammentarie: abbiamo sentito che un fiume era esondato (vi ricordate quando dicevamo semplicemente “straripato”?), e la situazione era critica. Abbiamo contattato la capitaneria di porto, ma abbiamo trovato solo un messaggio registrato che diceva: “Parla Nettuno. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico”. Dopodichè si è sentito il rumore di uno sciacquone, e abbiamo intuito che le cose non andavano tanto bene.
Aspettiamo futuri sviluppi. Non so fino a che punto reggerà la corrente elettrica, e per questo ho deciso di dedicarmi al mio dovere di cronista: scriverò il resoconto dell’ultimo giorno della StarCon, e lo affiderò a una bottiglia, sperando che giunga a qualcuno: la posterità deve sapere come si è conclusa la più bella convention di sempre.

Ordunque, parliamo di Domenica. L’evento principale della mattinata è stato l’incontro con l’ospite fumettistico: Moreno Burattini, sceneggiatore e “showrunner” di Zagor, il quale ci ha parlato delle componenti fantascientifiche nella serie ideata da Sergio Bonelli. Ad affiancarlo, in qualità di “spalla”, Carlo Recagno, sceneggiatore e redattore di Martin Mystère. Due bonelliani al prezzo di uno! (Un affarone, Bing! Parola del Conte Oliver)
Dopodichè, a causa di un cambio di programma, abbiamo assistito a una nuova sessione del workshop di Miltos Yerolemou (faccio sempre il copincolla per scriverlo giusto) della “danza dell’acqua” (con la collaborazione di Annaclaudia Amadori nel ruolo di traduttrice simultanea), per chi desiderava imparare a combattere come uno spadaccino di Braavos. Braavi tutti quanti, molto braavi!

Milton in mezzo ai suoi studenti

Il Maestro in mezzo ai duellanti

“Io sono tuo padre”
“Noooooo!”

Dopo (e in mezzo) a tutto questo: conferenze, sessioni autografi e torneo di Klinzha.
Al pomeriggio, ve lo confesso, la pioggia mi ha scoraggiato dal seguire gli eventi, finchè prendendo a due mani il coraggio (in realtà l’ombrello) mi sono arrischiato a tornare al Palacongressi per vedere ancora una volta Doug Jones.

Vestito con una sobrietà che ricordava il cantante Mika, si è seduto di nuovo sulla riproduzione della poltrona da capitano della USS Discovery (che gli apparteneva di diritto come Saru), e ancora una volta è stato a disposizione del pubblico. Gradevole e simpatico, uno degli ospiti più memorabili che abbiamo mai avuto alla StarCon.

Dopodichè presentazione del libro “Lost Trek”, di Marcello Rossi e Cesare Cioni, e ultima conferenza prevista. (E, malgrado non fosse inclusa nel depliant, foto di gruppo a conclusione dei lavori. )

Alla sera, cena di gala per la prima volta all’Hotel Piccadilly. Siamo stati un po’ più strettini rispetto a come eravamo abituati tre anni fa, ma sempre meglio che a Chianciano. Abbiamo festeggiato con gioia (e con alcool) la conclusione di quattro giorni non-stop di allegria, divertimento, spettacolo e amicizia.

La torta della cena di gala

Con noi hanno brindato i nostri ospiti (e Doug Jones ha pure effettuato qualche passo di danza con le signore presenti).

Il pasodoble di Doug Jones

E’ stato assegnato per la prima volta il “Premio Idic”, per gli eroi che si sono particolarmente distinti al servizio dello Stic, e chi avrebbe potuto inaugurare questa usanza meglio di Marco Paulli? Premio meritatissimo, Marco!

Marco Paulli riceve il premio dalle mani di Claudio Galinta, in rappresentanza del Ponte di Comando dello Stic.

Al termine, è toccato come sempre al nostro presidente Nicola Vianello l’ingrato compito di dichiarare chiusa la convention (ma non temete, ci rivediamo tra sei mesi a Riccione con la Reunion).

Fighitudine a mille

Fighitudine fuori scala

Gentili donzelle ringraziano il presidente dello STIC-AL per tutto quello che ha fatto e che fa per il club e per la convention

Foto di gruppo con ospiti

Un’altra StarCon si era conclusa, e gli ultimi sopravvissuti hanno passato la serata con l’ultimo (purtroppo) “dopofestival”, sui divanetti dell’albergo. Dopo l’ultima cena, l’ultima bombolonata, le ultime pizzette, gli ultimi panini con la soppressa.
E tutto ha avuto termine come in un bellissimo sogno, mentre fuori infuriava la bufera, e giungevano notizie di grandinate in altre parti d’Italia. Così si è conclusa la Starcon Italia 2019, così si è concluso il nostro trionfale – e felice – ritorno a Bellaria.

Ora siamo qui, la mattina dopo, assediati dalla pioggia, ma nessuno si arrischia ad uscire dall’albergo, siamo barricati. Per ora la corrente funziona, e abbiamo scorte di vino e di bomboloni ancora per un po’, ma già vedo alcuni di noi che osservano quelli più grassocci con occhi curiosamente famelici, e inizio a preoccuparmi un po’. Fuori, sul lungomare, c’è una curiosa processione di animali che si muovono misteriosamente a coppie, tutti diretti verso una colossale imbarcazione di legno. Somiglia proprio a quella…quella lì, insomma. Spero tanto che non sia quella di lui…sì, coso, quello li. Spero proprio di no. No!
NO, EH!
Aspettiamo che il sole torni a far capolino tra le nubi, e che arrivi una colomba con in bocca un ramoscello. Il Navarca, temerario, ha deciso di sfidare la sorte e di chiamare un taxi per arrivare a Rimini. Il tassista assomigliava stranamente a Davy Jones, chissà se lo rivedrò mai più? (Il Navarca, non Davy Jones)
E’ stato un gran ritorno, e una delle più belle StarCon di tutti i tempi. Bellaria è la nostra casa, e speriamo che continui a esserlo ancora per molti anni a venire.
Affido questa testimonianza al caso, sperando che non vada perduta, e attendo una nave che mi riporti a casa. Je ne regrette rien. Seppellite il mio cuore a Wounded Knee.

Carlo Recagno

NOTA: Abbiamo trovato queste pagine dentro una bottiglia di Pinot Chardonnay finita sulla spiaggia di Bellaria dopo la più grande inondazione degli ultimi 300 anni; c’era scritto di farla pervenire allo Star Trek Italian Club, e così abbiamo fatto.
Firmato: La capitaneria di porto.

StarCon 2019: Giorno 3

Buongiorno a tutti e ben ritrovati su questi canali. Oggi è domenica, e la StarCon Italia 2019 è entrata nella sua ultima giornata. Ultimi ospiti, ultima cena (di gala, però), ultimi bomboloni. Ma non abbiamo tempo di farci prendere la malinconia, prima di tutto perché oggi sono tornati il freddo e la pioggia a deliziarci, e poi perché fino a che non è domani la convention è ancora in atto, e vogliamo godercela fino all’ultimo.

Ma voi volete sapere della giornata di ieri, voi che siete rimasti a casa a fare la StaiQuiCon. E’n un vostro diritto, e anche un servizio fornito gratuitamente da StarTrekNews e dalle pagine Facebook dello STIC-AL.

Lui c’è, è assieme a noi. E lo sarà sempre.

Ecco quindi le cose importanti che vi siete persi.
Aveva le calze a rete!
Come, “di chi sto parlando”, di Marina Sirtis! La dea greca che ci ha deliziato con la sua presenza e con le minigonne inguinali. Indossava un vestito nero molto sobrio e austero, che lasciava scoperti molti meno centimetri di pelle rispetto a quello del giorno prima, ma portava calze a rete, di quelle a maglie larghe. Le donne delle pulizie hanno dovuto raddoppiare i turni per lavare i pavimenti dalla bava degli uomini presenti in sala (e, a proposito, se per caso trovate un paio di mutande, sono io che le ho lanciate. No, così, per dire).

Sempre bella e sempre sfrontata, più sexy oggi che vent’anni fa, Marina ha parlato a ruota libera e risposto a tutte le domande. Un inconveniente ai microfoni ha reso necessaria di nuovo la presenza di Paolo Attivissimo sul palco, il quale è subito accorso in soccorso.

Il Dimamico Duo, riunito dalle difficoltà tecniche.

Uno sguardo decisamente inquietante, ma non è un effetto speciale, bensì un effetto normale, e cioè il flash della mia fotocamera che ha fatto gli occhi rossi.

Abbiamo poi avuto Julian Glover, l’attore inglese con quarantamila ruoli alle spalle (Harry Potter, Indiana Jones, Doctor Who, Il Trono di Spade), ma che ricordiamo soprattutto per L’Impero colpisce ancora, e infatti è stato accolto con una scorta “imperiale” di tutto rispetto.

Lunga vita all’Impero Galattico!

Julian Glover con la splendida Elena Bussino, a fare da traduttrice simultanea.

Dopodichè è stata la volta di Doug Jones, il comandante Saru di Discovery, ma anche Silver Surfer, Abe Sapien e la creatura de “La Forma dell’acqua”. Alto, altissimo, e magro, magrissimo. Simpaticissimo, con una grazia e leggiadria innata, e con un aspetto molto più giovane dei suoi anni. Ha conquistato subito il pubblico, e lo abbiamo rivisto oggi (domenica).

Doug Jones sulla poltrona da capitano della Discovery.

E’ alto, eh! Eh, sì! Ed è pure magro.

Ma la vera chicca è stato il Maestro Vince Tempera, arrivato sul palcoscenico sulle note di Ufo Robot, il suo più grande successo. L’uomo le cui sigle TV hanno segnato una generazione (la mia) ha ripercorso a tratti la sua carriera, assieme a Marco Pesaresi e a Nicola Vianello, e in serata ha ricevuto, come già sapete, il Premio Alberto Lisiero. Meritatissimo. In realtà l’autore di Capitan Harlock, Daitarn III e Anna dai capelli rossi si merita molto di più per averci fatto sognare (e cantare).

Il maestro Vince Tempera con la targa.

Il Maestro riceve il premio Alberto Lisiero da Armando Corridore e Marco Pesaresi.

E poi l’ evento centrale di ogni sabato sera alla StarCon: la sfilata dei costumi. Quest’anno i partecipanti sono stati di altissimo livello: sketch canori, famiglie vulcaniane, guerrieri klingon, super-eroi, maghi e alieni. (Ma la vera rivelazione è stata Domenico Ciccone in veste insospettata di cantante d’opera, che ci ha offerto la sua versione di “Sempre Libera” da “La Traviata”)

Maghi e supereroi

La Justice League of America (il Joker è un infiltrato, e il vulcaniano è un clandestino, sappiatelo!)

Famiglia vulcaniana

I klingon hanno ricevuto un premio dopo l’altro…

…ma anche i supereroi della DC Comics si sono fatti onore!

Un premio alla famiglia vulcaniana, cioè Marco Paulli e i genitori.

Jaffa! Kree!

Grande spettacolo, che ci ha fatto dimenticare quanto siano scomode le sedie del Palacongressi (presto! Subito del Voltaren, che è utilissimo per il mal di schiena, e non soltanto quando incontrate per la strada una renna rovesciata).

Serata “coronata” purtroppo dalla pioggia e dal vento, che ci hanno accolto all’uscita del Palaveleno come se avessimo un appuntamento con loro. Freddo, pioggia, vento gelido di tramontana, arrivare in albergo è stata dura, soprattutto per i lupi che cercavano in continuazione di aggredirci; i pinguini per fortuna sono stati molto più simpatici. Per fortuna al nostro rientro siamo stati accolti dal calore dell’amicizia di coloro che ci avevano preceduto…e soprattutto da bomboloni alla crema come se piovesse! E pizzette, e soppressa veneta! E alcolici a ettolitri! Insomma, il sabato si celebra sempre.
E lo rifaremo ancora un’ultima volta questa sera, ricacciando indietro la malinconia. Staremo sui divanetti fino a notte fonda a sfondarci di bomboloni, pizzette, birre e spumanti, finchè non arriverà l’alba. Noi non demorderemo, noi non molleremo, noi non dormiremo. Perché, come diceva l’Ammiraglio Lisiero, non è domani finchè non si va a dormire (conosco gente che negli anni passati ha continuato a fare la StarCon fino al mercoledì successivo evitando di andare a letto: alla fine aveva sotto gli occhi non borse ma valige!).

Ci risentiamo non domani, ma tra qualche giorno, con “StarCon: Ultimo atto”. Spero per allora di aver trovato una gag abbastanza divertente per chiudere questa serie di resoconti. Arrivederci a tutti!

E ricordate: Meglio StarCon che StarSenza!

Carlo Recagno

StarCon 2019: Giorno 2

Tutto è di nuovo come prima, tutto è di nuovo come doveva essere. Le gemme dell’infinito sono state recuperate, Thanos è stato sconfitto e coloro che erano morti sono stati riportati in vita.
Ah, no, scusate, quello era un altro film, un’altra narrazione! Noi siamo qui a Bellaria, e la StarCon Italia 2019 è in corso. Siamo stati assenti soltanto per due edizioni (la nostra breve liaision con Chianciano), ci è sembrato un periodo infinitamente più lungo (forse le gemme dell’infinito c’entravano davvero), ma quando siamo ritornati qui è stato come se ce ne fossimo andati soltanto il giorno prima. Il tempo è davvero relativo. (Wibbly wobbly timey wimey!)

Ed eccoci di nuovo al Palacongressi a vivere quattro giorni di spettacolo, gioco e allegria! Eccoci di nuovo a vivere la StarCon, la multi-convention che unisce sotto il suo tetto diverse realtà del fantastico e della fantascienza, tutti assieme appassionatamente per giocare e divertirci!
L’evento clou della mattinata di venerdì (a proposito, sono anni che scrivo “clou” e ancora non so che diavolo voglia dire) è stato, come sempre l’Assemblea Sociale dello Star Trek Italian Club “Alberto Lisiero”. Gli Avengers sono saliti sul palco (cioè no, voglio dire, il Ponte di Comando dello Stic-AL) ed è iniziato il Costanzo Show, con i membri del Consiglio Direttivo pronti a rispondere a tutte le domande dei soci sullo stato del club, della rivista, e delle convention, con scambi di idee che si riveleranno proficui e novità (quale sarà il destino di Mailstic, la nostra mailing list ormai obsoleta ma onusta di gloria? E cosa significa onusta? Ma che ne so io!).

Dalla sala Sol III del Palacongressi di Bellaria, il Massimo Romani Show.

Al pomeriggio abbiamo avuto conferenze varie e l’atteso workshop di Miltos Yerolemou (ho dovuto fare un copia incolla per essere sicuro di scriverlo giusto, e nutro ancora dubbi), per i fan de “Il Trono di Spade”. Ma l’evento più importante della giornata, catalizzatore e catalizzante, intrigatore (esiste questa parola?) e intrigante, è stato il primo intervento di una dei due ospiti principali. Un gradito (anzi, graditissimo) ritorno, quello di un’ospite che era stata con noi già nel 2001, diciotto anni fa! I giovanissimi non erano neanche ancora nati in quel tempo remoto, quando una dea greca poggiò per la prima volta i piedi sulle tavole del palcoscenico di Bellaria, e oggi sembra che il tempo per lei non sia passato. Non è per niente cambiata, e se lo è, di sicuro in meglio. Sto parlando naturalmente di colei che ovunque vada fa cadere le mascelle, costringendoci ad andarle a recuperare sotto gli armadi dove sono rotolate, una donna che a 64 anni è più bella e sexy di tante con un terzo della sua età. Colei il cui nome trovate sul “dizionario dei nerd” alla voce “figaggine a mille”. Sto parlando, insomma, di MARINA SIRTIS, la Deanna Troi di “Star Trek: The Next Generation”, che si è presentata sul palco indossando un vestito leggerissimo e cortissimo che metteva in risalto le sue meravigliose gambe (chi era in prima fila avrebbe anche potuto effettuarle una colposcopia).

E’ tornata! Dopo diciotto anni! Marina Sirtis!

Marina in tutta la sua gloria.

Marina con Paolo Attivissimo

Frizzante, spumeggiante e sfacciata quanto e più di diciotto anni fa, con l’inossidabile Paolo Attivissimo a fare la traduzione simultanea, in mezzo a una valanga di risate. Senza nulla togliere al personaggio, Marina è molto più interessante di Deanna, e ce l’ha dimostrato ancora una volta. Io, diciotto anni fa, c’ero, e rammento ogni cosa (soprattutto il vestito che indossava allora: azzurro e a fiori), ma l’apparizione di ieri supera decisamente quei ricordi forse ormai sbiaditi, e rinnova nelle nostre menti e nei nostri cuori l’entusiasmo e la simpatia verso una grande donna dotata di grande verve e di una grande voglia di vivere (ho detto “grande” tre volte nella chiusura del paragrafo, dovrebbe andare bene).
Marina sarà con noi ancora domani (oggi, per voi che leggete); chissà se indosserà lo stesso vestito o ne sfoggerà un altro? (Perché queste sono le cose importanti della vita). Vi terremo informati.

Cosa teneva su quel vestito? Gli occhi di tutti i maschi presenti, naturalmente!

Una dea greca discesa sulla Terra!

Alla sera, abbiamo avuto un grande quiz (“Starboom”) e poi l’interminabile Kobayashi Maru, il gioco a squadre che caratterizza le Sticcon sin dal secolo scorso (semo vecchi!) e che vanta 17.674.837 tentativi di imitazione. Chi vi ha partecipato sta ancora dormendo adesso.

Ma il grande finale di serata è stato il “Dopofestival” sui divanetti dell’Hotel Piccadilly, dove, dopo tanti anni, abbiamo potuto finalmente gustare dei bomboloni alla crema degni di questo nome! Bomboloni! Finalmente ce l’abbiamo fatta. Bomboloni! Porco il mondo che c’ho sotto i piedi. Bomboloni! Diffidate delle imitazioni. Il vero bombolone DOC si trova soltanto qui, e ce l’abbiamo noi! Assieme a vini bianchi e rossi e alla immancabile soppressa veneta portata dall’amico Stefano “El merendero” Buccino (uno degli eroi della StarCon!).
Siamo così: stranamente esagerati
Grazie ai carboidrati, e sfaccendati.
E potrai trovarci ancora qui
Nelle sere di Bellaria
Gustando una cibaria
Straordinaria
E ti daremo ancora un altro bombolone!

Ci risentiamo domani, per voi che siete rimasti a casa e fate la StaiQuiCon.
Hasta el bombolon siempre, companheros! Ostregheta!

Carlo Recagno

StarCon 2019: Giorno 1

Buongiorno a tutti, e ben ritrovati su questi schermi.
Per chi si fosse messo in ascolto soltanto ora, ribadiamo la notizia spettacolare: SIAMO TORNATI.
Ci sono stati il ritorno di Ringo, dello Jedi, di Mary Poppins e di Lassie, potevamo noi essere da meno? No, che non potevamo! E infatti siamo di nuovo qua: dopo due anni di vagabondaggi e vicissitudini varie, la StarCon Italia è tornata a Bellaria, la sua collocazione storica, granitica e inossidabile. Siamo tornati a casa!

E il tempo è stato clemente. Ha smesso di piovere. Un raggio di sole ha toccato di nuovo il Palacongressi di Bellaria, così come la StarCon è essa stessa un raggio di sole che squarcia le nubi delle nostre grigie esistenze per rendere le nostre più allegre, riscaldandole con il calore dell’amicizia e del gioco, in questa primavera radiosa. E gli uccellini cinguettano sugli alberi freschi di rugiada, le farfalle battono le ali e gli unicorni rosa galoppano leggiadri mentre i fiumi di lattemiele scorrono…
Scusate, devo smetterla di impasticcarmi prima di scrivere questi resoconti.

Dicevo, la StarCon si è aperta giovedì secondo l’ormai consueta liturgia consolidata e collaudata, sempre la stessa da oltre vent’anni, che va ben oltre questo secolo e che si tramanda sin dai tempi degli antichi caldei (gli scopritori dell’acqua calda). Marco Pesaresi ha presentato sul palco i responsabili dei club che animano la StarCon, i quali hanno a loro volta annunciato il loro programma, e come ogni anno, in una magia che si ripete, si è dato inizio alle danze. La convention è iniziata, e noi vi facciamo parte. La viviamo e la respiriamo. Insomma, partecipiamo.

Il primo giorno, lo ricordiamo ai più giovani, è sempre un giorno “di riscaldamento” (utile più che mai con il tempo che fa. Ah! Ah! Che bufo!), per avviare il motore, prendere velocità e immergersi nell’armosfera della StarCon. Abbiamo quindi avuto proiezioni varie, giochi e conferenze, una delle quali tenuta proprio da chi vi scrive in questo momento, e che così giustifica il suo passi da conferenziere che porta orgogliosamente sul bavero della giacca e la sua foto sulla locandina tra gli ospiti. E poi ancora giochi e proiezioni, proiezioni e giochi. E ancora quiz, nonché quoz e quaz, tutto all’insegna del divertimento per noi nerd. Altro che sesso, droga e rock’n’roll. Diciamolo una buona volta: la droga e il rock’n’roll sono superati, non interessano più a nessuno, vuoi mettere i bomboloni sui divanetti dell’albergo?
Ecco, qui tocchiamo purtroppo una nota dolente: i bomboloni. Il sogno delle nostre vite, la brezza d’aria fresca che ci da la carica per affrontare le giornate, l’origine della nostra Forza (altro che midichlorian) che ci permea tutti quanti e tiene unita tutta la galassia.
I bomboloni non c’erano: o meglio, non li vendevano a vassoiate. Insomma, la nostra storica pasticceria adesso ne vende solo uno a cliente (rigorosamente per uso personale, insomma, altrimenti è spaccio); niente vassoi, se non su ordinazione effettuata con anticipo.
Ma questa sera ci rifaremo. Li ordineremo, perdinci e poi perbacco! Non possiamo darci così per vinti. Abbiamo perso una battaglia, ma vinceremo la guerra. I bomboloni saranno nostri. All’attacco, miei prodi!
O bomboloni o morte! (non la nostra, eh!)

Carlo Recagno

L’ingresso del PalaCongressi (o PalaFoschi, o PalaVeleno)

Per la gioia dei vostri bimbi, i palloncini dello Stic!

Entrate, o visitatori!

Potete ammirare la nostra navetta, ma senza salirvi a bordo.

La StarCon, finalmente!

Chi oserà oltrepassare lo Stargate?

Il presidente dello STIC-AL, Nicola Vianello, al suo posto di combattimento

La poltrona del capitano della USS DIscovery, sul palco.

StarCon 2019: Si comincia!

Il tempo è impazzito. Siamo all’inizio di maggio, eppure pare novembre. Fa freddo, e ci muoviamo sotto la pioggia battente. Chi in treno, chi in automobile. In aereo, in mongolfiera, in torpedone, con i cani da slitta (Armaduuuk! Dove sei?). Ci dirigiamo determinati verso la nostra meta. Niente ci distoglierà dal nostro obiettivo. Non gli acquazzoni, ne’ i monsoni, tantomeno i geloni.
Il nostro obiettivo, il nostro punto di arrivo, il nostro destino è uno solo.
Siamo stati lontani per tre anni, abbiamo passato due StarCon in altra località, ma il nostro cuore era rimasto lì, sulla riviera romagnola.
Abbiamo vagato errabondi e raminghi cercando un’altra sede, ma non potevamo dimenticare la città che era stata la sede della nostra convention per tanto tempo.
Malgrado la pioggia, malgrado il maltempo, siamo arrivati. Tutto era come ce la ricordavamo: la piccola stazione ferroviaria, i viali alberati, i numerosi alberghi, LA PASTICCERIA CHE FA I BOMBOLONI. Tutto è familiare di nuovo, tutto è come era una volta.
Bellaria.
Siamo tornati a casa.

La StarCon ritorna nella sua sede “storica”, il Palacongressi.
Abbiamo allestito tutto, ci sono delle novità, e siamo pronti per scoprirle ed esplorarle, assieme a voi. Che siate fan di Star Trek, di Star Wars, Doctor Who, Trono Di Spade, da oggi fino a domenica Bellaria sarà anche la VOSTRA casa. Veniteci a trovare, e a conoscere i nostri ospiti.
Siamo tornati. A casa.
Cominciamo oggi, alle 15:30. Siete i benvenuti. Non abbiate paura del maltempo, qui dentro si sta al caldo e all’asciutto. E’ il rifugio dei fan, è la nostra casa.
Vi aspettiamo. Qui, a Bellaria.

Il progetto dello STIC-AL per la scuola si aggiudica un premio speciale

Ieri, 4 maggio 2019, sono stati consegnati i Premi Italia seguiti da alcuni premi speciali. Lo STIC-AL se ne è aggiudicato uno grazie al lavoro combinato della Sezione Editoriale e di un gruppo di insegnanti e studenti della Scuola Media Statale Galileo Galilei di Cesano Maderno. La socia Vivi Scalas ed altri due suoi colleghi insegnanti hanno ritirato il premio per il libro “Star Trek dall’immagine al racconto”, coronando degnamente questo progetto che prosegue per una seconda fase giunta già a buon punto.

Vivi Scalas ed i suoi colleghi ritirano il premio


Oltre a questo premio speciale segnaliamo che per la categoria Fumetto di autore internazionale ha vinto “Star Trek The Next Generation / Doctor Who Assimilazione2” dei fratelli Tipton, Lee, Purcell e Woodward, edito da Ultimo Avamposto.


Inoltre siamo contenti per Carlo Recagno e Giovanni Freghieri che col fumetto “Dylan Dog & Martin Mystere: L’Abisso Del Male”, edito da Bonelli hanno vinto il premio per il Fumetto di autore italiano, così come per Francesco Spadaro che si è aggiudicato il premio per l’Articolo su pubblicazione amatoriale con “Si può fare”, pubblicato su Fondazione Sf e per Claudio Chillemi che con “Il Grande Errore”, sempre su Fondazione Sf, ha portato a casa il premio per il Racconto di autore italiano su pubblicazione amatoriale.

Complimenti a tutti.

Con Vince Tempera il Premio Lisiero si trasforma in un razzomissile

Siamo sempre più vicini all’inizio della StarCon 2019 e il Comitato Organizzatore annuncia un nuovo ospite per la convention della fantascienza e del fantastico più grande d’Italia. A solo leggerne la biografia c’è da restare a bocca aperta per quello che il Maestro Vince Tempera ha fatto nella sua carriera. Ovviamente noi ‘attempati’ ricordiamo le mitiche sigle dei cartoni animati che ci hanno accompagnato da piccoli: Atlas Ufo Robot, Capitan Harlock, Daitan 3 senza tralasciare Fantozzi e Kill Bill per citarne solo una minima parte; le altre scopritele da soli.

Ma il Maestro non sarà con noi solo per raccontarci le fasi pionieristiche delle sigle dei cartoons ma anche per ritirare un meritatissimo Premio Lisiero che si è aggiudicato quest’anno con la seguente motivazione “Per aver creato, con le sue sigle e composizioni diventate iconiche negli anni, una vera e propria colonna sonora del periodo d’oro della fantascienza televisiva in Italia, contribuendo ad unire nella medesima passione per il fantastico il pubblico di diverse generazioni.”

Nato a Milano il 18 settembre 1946, Vincenzo – in arte Vince – Tempera si diploma al Conservatorio “Giuseppe Verdi” in pianoforte e composizione con i maestri Carlo Vidusso e Ottorino Gentilucci, iniziando giovanissimo a scrivere arrangiamenti e a suonare con le orchestre di Gorni Kramer, Gianfranco Intra e Franck Pourcel.

Nel 1967 arrangia e produce Francesco Guccini (con il quale continua tuttora a collaborare) e i Nomadi, mentre due anni più tardi debutta al Festival di Sanremo con la canzone “Zingara” di Iva Zanicchi e inizia a lavorare con la produzione di Otis Redding, scrivendo due brani per Arthur Conley e arrangiando per Wilson Pickett, Sweet Inspiration e Vanilla Fudge.

Nel 1970 scrive con Mino De Martino la prima opera rock italiana, il concept album dei Giganti “Terra in bocca”, e registra una serie di dischi come pianista rock-jazz con il gruppo The Pleasure Machine, prodotto addirittura dai Pink Floyd su etichetta Harvest-Emi, continuando a collaborare con diversi artisti tra cui Lucio Battisti, Claudio Baglioni, Johnny Hallyday, Antonello Venditti, Alan Sorrenti e gruppi alternativi dell’epoca.

Nel 1974 forma con i chitarristi Mario Lavezzi e Alberto Radius, il bassista Bob Callero e il batterista Gianni Dall’Aglio il super gruppo Il volo, con cui pubblica gli LP “Il volo” e “Essere o non essere” per l’etichetta Numero Uno di Mogol e Battisti.

Produce i Daniel Sentacruz Ensemble in numerosi successi mondiali tra cui “Soleado” e arrangia “Sei bellissima” e i tre successivi album di Loredana Berté.

Sempre negli anni 70/80, è il direttore artistico della BABY record che produce i dischi dei RICCHI & POVERI, PUPO e AL BANO.

Verso la fine degli anni Settanta scrive e produce una ventina di sigle di cartoni animati che venderanno più di 5 milioni di dischi: tra le altre, “Capitan Harlock”, “Remi”, “Anna dai capelli rossi”, “Goldrake”, “L’ape Maia”, “Daitan 3”, “Hello! Spank” e soprattutto “Ufo Robot”, che da sola ha venduto 650.000 copie come singolo e 300.000 come LP, ancora oggi un riempipista capace di far ballare diverse generazioni. Autore anche di “Na-no Na-no”, sigla del seguitissimo telefilm “Mork & Mindy”, negli anni Settanta e Ottanta realizza – prima per la Cineriz e poi, unico musicista italiano, per la Paramount Italy – oltre 80 colonne sonore tra cui “Fantozzi”, “Febbre da cavallo”, “Sette note in nero” di Lucio Fulci e “Kill Bill” di Quentin Tarantino, mentre da qualche tempo a questa parte lavora quasi in esclusiva per la RAI, componendo le musiche di diverse fiction di successo come “Raccontami”, “Nebbie e delitti”, “Raccontami una storia”, “L’amore non basta”, “Tutti i rumori del mondo”.

Più volte direttore della London Symphony Orchestra, Mercer Ellington Band, Bulgarian Symphony Orchestra, Belarus Philarmonic Minsk, Stuttgart Symphony Orchestra e altre ancora, vanta un numero record di oltre 44 partecipazioni al Festival di Sanremo, come arrangiatore e direttore d’orchestra, e all’Eurofestival per conto di altre nazioni, tra cui lo Stato di San Marino, l’Italia e Malta.

Intensa anche la sua attività di talent scout: tra le sue scoperte Fabio Concato, Zucchero, Biagio Antonacci, Fiorello, Gianluca Grignani.

2 anni fa vince ancora il Festival di Sanremo con il cantante Francesco Gabbani. A metà gennaio del 2018 è stato invitato dal PRESIDENTE della CAMERA dei DEPUTATI, a tenere un concerto alla SALA DELLA REGINA a MONTECITORIO, in onore dei 70 anni della promulgazione della COSTITUZIONE ITALIANA, primo e unico artista.

Vieni a festeggiarlo con noi alla StarCon 2019.

Carlo Recagno da Mystère a Doctor Who

Continuiamo la presentazione dei conferenzieri della StarCon 2019 ed oggi siamo lieti di annunciare ancora un amico che è con noi da molti anni, Carlo Recagno, che ci parlerà del nuovo dottore donna nella serie Doctor Who nella conferenza “Prima della Dottora” giovedì pomeriggio.

Carlo nasce a Casale Monferrato (AL) il 7 Agosto del 1965. Si è diplomato alla Scuola del Fumetto di Milano nel 1987. Nel 1989 propone ad Alfredo Castelli un soggetto per Martin Mystère che viene approvato e diviene la sua prima storia pubblicata, Aria di Baker Street, sui numeri 129-130. Da allora continua a scrivere sceneggiature per la serie e per le varie collane satellite, incluso lo spin-off “Storie da Altrove”, che porta avanti da diversi anni. Ha inoltre scritto e ideato l’albo “L’abisso del male”, terzo team-up tra Martin Mystère e Dylan Dog. Dal 1995 lavora come redattore alla Sergio Bonelli Editore, affiancando Castelli nella cura editoriale delle testate dedicate a Martin Mystère. Ha vinto il Premio Italia nella categoria “Operatore Artistico” nel 2007, nel 2011 e nel 2014. Come sceneggiatore ha ricevuto il Premio Ayaaak nel 2007 e nel 2009 e il Premio Atlantide nel 2014 e nel 2019.
Vive tra Novara, dove abita, e Milano, dove lavora.

Nel tempo libero, aiuta il professor Saotome a sviluppare i raggi getter (così vediamo se le legge qualcuno, queste biografie).

Cosa aspettate a prenotare la StarCon?

Una nuova conferenza spaziale alla StarCon 2019 con Angelo Strazzella

Che nel 2019 si festeggino i cinquant’anni dello sbarco sulla Luna lo sappiamo bene tutti quindi non ci meravigliamo se molte conferenze scientifiche della StarCon vertono su questo anniversario. Ecco quindi Angelo Strazzella proporci “Maggiore Edwin Eugene Aldrin, Jr. Sc.d”.

Nato a Modena nel 1977, Angelo Strazzella si appassiona alla fantascienza fin da giovanissimo, crescendo a pane, Star Trek, Guerre Stellari e “robottoni giapponesi”, il tutto affiancato con una buona dose di fantasy e abbondanti sessioni di gioco di ruolo. Astrofilo fin da giovane, affianca alla passione per le stelle anche l’interesse per l’astronautica e l’informatica e, dopo studi superiori in quest’ultimo settore, decide di portare avanti la passione per le scienze matematiche e fisiche iscrivendosi all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia dove si laurea in Fisica Applicata nell’aprile del 2007 con una tesi sulle proprietà piezoelettriche di film spessi di materiali ferroelettrici di nuova generazione. Dopo un periodo di collaborazione con un gruppo di ricerca impegnato nello studio di nuovi sistemi riscaldatori basati sulla tecnica della deposizione tramite plasma-spray, lascia l’ambito universitario e comincia a lavorare nel settore dell’informatica per il settore finanziario.

È all’inizio dell’esperienza universitaria che entra in contatto con lo Star Trek Italian Club e partecipa, da utente, alla sua prima STICCON nel 1997 a Modena entrando, poi, a far parte dello staff della convention dal 2000. Dopo anni nella Sicurezza, passa allo Staff dei Giochi – di cui è attualmente responsabile – e negli ultimi anni si occupa di coordinare le conferenze scientifiche della StarCon. Dopo anni di collaborazione con lo STIC, con la nascita della convention “multiclub” entra in contatto con Yavin 4 – il fanclub italiano di Star Wars, del Fantastico e della Fantascienza – di cui è stato Segretario e ora è Presidente.

Paolo Attivissimo conferenziere alla StarCon 2019

Lo conosciamo per le ottime traduzioni dal palco degli ospiti stranieri della convention, lo conosciamo per la sua caccia spietata alle bufale in rete, lo conosciamo per la sua passione per la conquista della Luna. Proprio per quest’ultima, Paolo Attivissimo propone una conferenza venerdì 10 maggio 2019 dal titolo “Un piccolo passo: l’avventura della Luna”.

Paolo Attivissimo è nato a York (Regno Unito) nel 1963 e risiede a Lugano, in Svizzera. Ha nazionalità britannica e italiana e fa il giornalista informatico freelance e dal 1994 fa pure lo scrittore. Dal 2006 conduce la trasmissione radiofonica Il Disinformatico alla Radiotelevisione Svizzera Italiana, appendice del blog fondato nel 2004 con lo stesso nome col quale ha vinto diversi premi.

E’ consulente per RSI, Mediaset, RAI e altre emittenti su Internet, nuove tecnologie e disinformazione nei media. Fa il relatore a conferenze e docente di corsi su Internet, sicurezza informatica e diritti del cittadino nell’era digitale, bufale e cospirazionismi, storia dell’astronautica oltre che a traduttore e interprete tecnico-scientifico italiano-inglese.

Nel 1999 è il primo utente italiano ad ottenere un rimborso per Windows inutilizzato.

Ha potuto intervistare nel 2009 Buzz Aldrin, uno dei due primi uomini a mettere piede sulla Luna (l’intervista è disponibile sul sito della RSI), e di avergli fatto da interprete durante una sua conferenza tenuta ad Avezzano nel luglio del 2010. Lo stesso è successo per l’astronauta lunare Charlie Duke a Chiasso (ottobre 2010) e Varese (marzo 2012), ad aprile 2011 per l’astronauta Walt Cunningham (Apollo 7) a Tradate (Varese), e a ottobre 2011 per Rosemary Roosa, figlia dell’astronauta Stuart Roosa (Apollo 14). Ha anche intervistato Ed Mitchell (Apollo 14, luglio 2014) e tradotto per lui (Viareggio, ottobre 2012).

Ha tradotto per le apparizioni sul palco Alan Lee (illustratore e scenografo, premio Oscar per Il Signore degli Anelli), Peter Mayhew (interprete di Chewbacca in Guerre Stellari) e per numerosi attori e realizzatori di Star Trek e altre serie TV. In ordine sparso: Richard Arnold, René Auberjonois (Odo), Dirk Benedict (Starbuck/Scorpion nel primo Galactica, Sberla in A-Team), John Billingsley (Phlox), Antoinette Bower, Avery Brooks (Benjamin Sisko), Denise Crosby (Tasha Yar), Michael Dante (Maab), Nicole DeBoer (Ezri Dax), John DeLancie (Q), Gigi Edgley (Chiana), Lolita Fatjo, Michael Forest (Apollo), James Horan, Dominic Keating (Malcolm Reed), BarBara Luna, Arlene Martel (T’Pring), Lawrence Monoson, Anthony Montgomery (Travis Mayweather), Kate Mulgrew (Kathryn Janeway), Nichelle Nichols (Uhura), Robert Picardo (Dottore Olografico), Roger Nygard (Trekkies), Suzie Plakson (K’ehleyr), Tim Russ (Tuvok), William Shatner (James T. Kirk), Marina Sirtis (Deanna Troi), Brent Spiner (Data), Nick Tate (Alan Carter), Connor Trinneer (Trip Tucker), Nana Visitor (Kira), Celeste Yarnall.

C’è un asteroide che porta il suo cognome: 357116 Attivissimo (2001 WH), grazie all’Osservatorio Astronomico di Cavezzo che l’ha scoperto e ha scelto di dedicarglielo.