Reunion 2018: Giorno 2

Buongiorno a tutti e ben ritrovati.

Scusate il ritardo, ieri notte abbiamo fatto le ore piccole, tra gozzoviglie varie. Alcuni sono andati a letto addirittura alle cinque del mattino, ma io – da buon milanese imbruttito – mi sono contenuto, e mi sono ritirato soltanto alle tre e mezza. E così, mentre gli altri sono poi arrivati a colazione come il cosplay di The Walking Dead, io non soffro PER NIENTE da deprivazione da sonno, e infatti sono bello, fresco e riposato, come puo’ confermarvi anche Asdrubale, il coniglio mobile che mi sta al di sopra della spalla per controllare quello che scrivo, affinchè tutti i punti e le virgole stiano al loro posto E NON SI MUOVANO QUANDO IO NON LI OSSERVO, MALEDETTI BASTARDI!
Vuoi una carota, Asdrubale? No? Orzata con latte? Ah, vuoi caviale e champagne! La peppetta, come ti tratti bene!…comunque, voi volete che vi racconti della giornata di sabato, giusto? Ebbene, è stata come sempre il culmine della convention, con frizzi e lazzi, botti scoppiettanti, mortaretti e triccheballacche. Un’esplosione di allegria che ci porteremo sempre nel cuore, perché questa è la REUNION: stare insieme, lontani dalla cosiddetta vita normale, lontani dal mondo crudele, freddo e buio, e soprattutto da quei signori con il camice bianco che vorrebbero separarmi da Asdrubale.
Comunque, sabato mattina abbiamo cominciato con la conferenza di Marcello Rossi, il quale ci ha parlato del futuro di Star Trek e di tutti i progetti che sono in corso: ragazzi, pare che stiano per tornare i bei tempi d’oro. Aspettiamo fiduciosi!

Anita Ekberg gridava: “Marcellooooo!”

 

La vera sorpresa della giornata sono stati i nostri ospiti. Ross Mullan è un attore che abbiamo visto ne “Il Trono di Spade” e “Doctor Who” , ma senza mai riconoscerlo, perché ha interpretato sempre alieni e mostri, e infatti ci ha raccontato delle sue estenuanti sedute di trucco e di come sia difficile muoversi sul set con indosso pesantissimi scafandri che non ti fanno neanche respirare e all’interno dei quali non si vede assolutamente niente. Ross è stato molto divertente, e i suoi aneddoti una fonte continua di ilarità. (Ha fatto ridere anche Asdrubale, facendogli andare di traverso il filet mignon. Sì, Asdrubale è un coniglio di classe. Quale classe? Non lo so, lui mi ha detto seconda B, che mi dicono sia una cosa intermedia tra la seconda A e la seconda C)

Ross Mullan con il traduttore simultaneo Paolo Attivissimo (Ross è quello sulla destra).

 

La rivelazione in assoluto però è stata Giulia Santilli, doppiatrice e attrice, con una grande verve. Alta, atletica, bellissima. Spumeggiante, esilarante, e – ahimè – giovane (ha appena due anni più di mia nipote, quindi purtroppo non ci sono speranze per me!). Siamo rimasti tutti fulminati da lei (piace anche ad Asdrubale). Giulia è la voce italiana di Mary Wiseman, la Sylvia Tilly di Star Trek: Discovery (Santilli…Tilly…l’hanno scelta per quello, è chiaro!). I doppiatori sono da sempre graditi ospiti alle nostre convention, ma l’immensa Giulia è molto di più di una “semplice” doppiatrice: è una ragazza scatenata (e pure bellissima, non so se ve l’ho detto) che ha mostrato subito una grande carica di energia. Ha infilato uno dopo l’altro racconti delle sue esperienze di doppiaggio, condite con un filmato trovato a sorpresa in rete dai nostri MIV (Men In Video), che ci ha mostrato come Giulia sia anche un’attrice dotata di una grande forza comica. E’ destinata a sfondare, questa ragazza. A proposito, ho già detto che è bellissima? Ehi, Asdrubale, l’ho già detto? Ehi, dico a te! Ah, l’ho già detto, potresti anche rispondermi quando ti chiamo! Dicevo, farà strada, e noi potremo vantarci un giorno di averla conosciuta quando ancora non aveva vinto nessun Oscar e gli americani non l’avevano ancora chiamata per sostituire Robert Downey Jr. nel ruolo del nuovo Iron Man. (Perché lei è Iron Man, lo sapevate? Ma già, voi non c’eravate e quindi non potete capire.)

Giulia, versatile e multisfaccettata.

 

Ma il sabato è stato anche il giorno della cena di gala e della sfilata dei costumi.
La prima “sfilata” l’abbiamo avuta in realtà nella sala da pranzo, dove le signore hanno potuto sfoggiare l’abito da sera, dimostrando che, in quanto a fighitudine, noi dello STIC-AL non siamo secondi a nessuno. Il livello quest’anno ha raggiunto livelli cosmici, come testimoniano le foto che corredano quest’articolo, per la gioia dei vostri occhi e per l’invidia di chi è rimasto a casa: la gnoccaggine regnava sovrana, e questo è un dato di fatto. Così come è un dato di fatto che Giulia Santilli a un certo punto è salita in piedi sul mio tavolo, si è esibita in un indiavolato tip-tap tra i cannelloni e la piadina. Ah! Ah! Sto scherzando, naturalmente. Era la macarena.

Fighismo senza alcun limitismo!

 

Romani’s Angels!

 

“Tu! Facci una foto! Ora! Subito! Adesso!”

 

A testa alta.

 

Un presidente di un fan club mentre fa il provolone con una gentil donzella.

 

Nessun commento. Le parole sono sono inadeguate per descrivere l’apice della gnoccaggine.

 

Va bene, lo ammetto: puo’ darsi che i miei ricordi siano un po’ confusi, a causa della deprivazione da sonno, e infatti per farmi rilassare un po’ Asdrubale ha chiamato delle simpatiche farfalline verde e rosa che adesso svolazzano sopra la mia testa, ma sappiate che la serata è proseguita con la sfilata dei costumi, presentata come di consueto da Nicola Vianello, presidente dello STIC-AL, e qui lascio veramente che a parlare siano le foto. La simpatia è per noi sempre la cosa più importante, ma se unita alla tecnica e alla maestria con cui un costume viene realizzato, ecco che si raggiunge il non plus ultra. Non è così, farfalline?

La Next Generation dello Stic interpreta “il Trono di spade”.

 

E’ forse un uomo con in testa una scodellona a due manici? No, è un Cyberman!

 

Tutte le donne (e un figlio segreto) del capitano Kirk!

 

Da “Babylon 5”, Londo Mollari.

 

Da “Doctor Who”, il Kandyman!

 

Foto di gruppo con Guinan.

 

Da ultimo, un rettiliano infiltrato. Notate come gli impianti bioplasmatici gli conferiscono un aspetto quasi umano.

 

Dopo la sfilata, Nicola ha continuato a dominare il palinsesto con l’asta cieca, appuntamento regolare della “seconda serata”, che come sempre ha fruttato un buon risultato da devolvere in beneficenza, anche se non so ancora a quale ente (io ho suggerito la “Casa di riposo per sceneggiatori schiappe e morti di fame”).

Asta tosta! Oggetti tosti per tutti i gosti! Il battitore d’asta Nicola Vianello e il suo fedele valletto-assistente tuttofare Claudio.

 

Ma quello che tutti aspettavamo era, come sempre, al termine del programma della giornata, quando c’è solo il monoscopio. Il momento in cui ci si rilassa, ci si lascia andare, e la follia regna incontrastata.

Sissignori, è il “dopo festival”, lo svacco totale, il cazzeggio sui divanetti dell’albergo, lo spuntino di mezzanotte dove si pasteggia a vini e altre specialità regionali. E hanno partecipato anche i nostri ospiti, che dopo questo “rito di iniziazione” possono considerarsi a tutti gli effetti parte della nostra famiglia. Soprattutto la meravigliosa Giulia Santilli. Appello per il nostro vicepresidente Massimo Romani: dobbiamo farla tornare al più presto possibile, dobbiamo averla alla Starcon. Un’artista del suo calibro non puo’ restare inutilizzata! (Anche se vorrei tanto che fosse lei a “usare” me!)

E’ a questo punto però che i miei ricordi cominciano a farsi annebbiati. Ricordo di aver assaggiato un limoncello fatto in casa che mi dicono venga anche impiegato dai Romulani come carburante per i warbird (non credete alla balla delle singolarità artificiali, frutto della propaganda della Federazione!). E poi mi sembra che Giulia mi abbia poggiato un piede sul petto, e mi abbia guardato dritto negli occhi con sguardo di fuoco, dicendomi: “Tu! Tu sei mio! Pikachu, scelgo te!”.
O forse era il Navarca, adesso non ricordo bene. Sta di fatto che mi ha preso per la cravatta e trascinato via su per le scale. Eccetto che non portavo la cravatta.
Ricordo solo di essermi svegliato la mattina dopo in mezzo alle farfalline che svolazzavano, con Asdrubale che mi guardava con occhi maliziosi, come se sapesse qualcosa che io non sapevo.
Mi chiedero’ sempre di cosa mai si tratti.

It’s astounding
Time is fleeting
Madness takes its toll

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