StarCon 2019: Giorno 3

Buongiorno a tutti e ben ritrovati su questi canali. Oggi è domenica, e la StarCon Italia 2019 è entrata nella sua ultima giornata. Ultimi ospiti, ultima cena (di gala, però), ultimi bomboloni. Ma non abbiamo tempo di farci prendere la malinconia, prima di tutto perché oggi sono tornati il freddo e la pioggia a deliziarci, e poi perché fino a che non è domani la convention è ancora in atto, e vogliamo godercela fino all’ultimo.

Ma voi volete sapere della giornata di ieri, voi che siete rimasti a casa a fare la StaiQuiCon. E’n un vostro diritto, e anche un servizio fornito gratuitamente da StarTrekNews e dalle pagine Facebook dello STIC-AL.

Lui c’è, è assieme a noi. E lo sarà sempre.

Ecco quindi le cose importanti che vi siete persi.
Aveva le calze a rete!
Come, “di chi sto parlando”, di Marina Sirtis! La dea greca che ci ha deliziato con la sua presenza e con le minigonne inguinali. Indossava un vestito nero molto sobrio e austero, che lasciava scoperti molti meno centimetri di pelle rispetto a quello del giorno prima, ma portava calze a rete, di quelle a maglie larghe. Le donne delle pulizie hanno dovuto raddoppiare i turni per lavare i pavimenti dalla bava degli uomini presenti in sala (e, a proposito, se per caso trovate un paio di mutande, sono io che le ho lanciate. No, così, per dire).

Sempre bella e sempre sfrontata, più sexy oggi che vent’anni fa, Marina ha parlato a ruota libera e risposto a tutte le domande. Un inconveniente ai microfoni ha reso necessaria di nuovo la presenza di Paolo Attivissimo sul palco, il quale è subito accorso in soccorso.

Il Dimamico Duo, riunito dalle difficoltà tecniche.

Uno sguardo decisamente inquietante, ma non è un effetto speciale, bensì un effetto normale, e cioè il flash della mia fotocamera che ha fatto gli occhi rossi.

Abbiamo poi avuto Julian Glover, l’attore inglese con quarantamila ruoli alle spalle (Harry Potter, Indiana Jones, Doctor Who, Il Trono di Spade), ma che ricordiamo soprattutto per L’Impero colpisce ancora, e infatti è stato accolto con una scorta “imperiale” di tutto rispetto.

Lunga vita all’Impero Galattico!

Julian Glover con la splendida Elena Bussino, a fare da traduttrice simultanea.

Dopodichè è stata la volta di Doug Jones, il comandante Saru di Discovery, ma anche Silver Surfer, Abe Sapien e la creatura de “La Forma dell’acqua”. Alto, altissimo, e magro, magrissimo. Simpaticissimo, con una grazia e leggiadria innata, e con un aspetto molto più giovane dei suoi anni. Ha conquistato subito il pubblico, e lo abbiamo rivisto oggi (domenica).

Doug Jones sulla poltrona da capitano della Discovery.

E’ alto, eh! Eh, sì! Ed è pure magro.

Ma la vera chicca è stato il Maestro Vince Tempera, arrivato sul palcoscenico sulle note di Ufo Robot, il suo più grande successo. L’uomo le cui sigle TV hanno segnato una generazione (la mia) ha ripercorso a tratti la sua carriera, assieme a Marco Pesaresi e a Nicola Vianello, e in serata ha ricevuto, come già sapete, il Premio Alberto Lisiero. Meritatissimo. In realtà l’autore di Capitan Harlock, Daitarn III e Anna dai capelli rossi si merita molto di più per averci fatto sognare (e cantare).

Il maestro Vince Tempera con la targa.

Il Maestro riceve il premio Alberto Lisiero da Armando Corridore e Marco Pesaresi.

E poi l’ evento centrale di ogni sabato sera alla StarCon: la sfilata dei costumi. Quest’anno i partecipanti sono stati di altissimo livello: sketch canori, famiglie vulcaniane, guerrieri klingon, super-eroi, maghi e alieni. (Ma la vera rivelazione è stata Domenico Ciccone in veste insospettata di cantante d’opera, che ci ha offerto la sua versione di “Sempre Libera” da “La Traviata”)

Maghi e supereroi

La Justice League of America (il Joker è un infiltrato, e il vulcaniano è un clandestino, sappiatelo!)

Famiglia vulcaniana

I klingon hanno ricevuto un premio dopo l’altro…

…ma anche i supereroi della DC Comics si sono fatti onore!

Un premio alla famiglia vulcaniana, cioè Marco Paulli e i genitori.

Jaffa! Kree!

Grande spettacolo, che ci ha fatto dimenticare quanto siano scomode le sedie del Palacongressi (presto! Subito del Voltaren, che è utilissimo per il mal di schiena, e non soltanto quando incontrate per la strada una renna rovesciata).

Serata “coronata” purtroppo dalla pioggia e dal vento, che ci hanno accolto all’uscita del Palaveleno come se avessimo un appuntamento con loro. Freddo, pioggia, vento gelido di tramontana, arrivare in albergo è stata dura, soprattutto per i lupi che cercavano in continuazione di aggredirci; i pinguini per fortuna sono stati molto più simpatici. Per fortuna al nostro rientro siamo stati accolti dal calore dell’amicizia di coloro che ci avevano preceduto…e soprattutto da bomboloni alla crema come se piovesse! E pizzette, e soppressa veneta! E alcolici a ettolitri! Insomma, il sabato si celebra sempre.
E lo rifaremo ancora un’ultima volta questa sera, ricacciando indietro la malinconia. Staremo sui divanetti fino a notte fonda a sfondarci di bomboloni, pizzette, birre e spumanti, finchè non arriverà l’alba. Noi non demorderemo, noi non molleremo, noi non dormiremo. Perché, come diceva l’Ammiraglio Lisiero, non è domani finchè non si va a dormire (conosco gente che negli anni passati ha continuato a fare la StarCon fino al mercoledì successivo evitando di andare a letto: alla fine aveva sotto gli occhi non borse ma valige!).

Ci risentiamo non domani, ma tra qualche giorno, con “StarCon: Ultimo atto”. Spero per allora di aver trovato una gag abbastanza divertente per chiudere questa serie di resoconti. Arrivederci a tutti!

E ricordate: Meglio StarCon che StarSenza!

Carlo Recagno

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  1. StarCon 2019: Giorno 1

1 comment

    • ex-nerd-chatters-slayers on 28 Giugno 2019 at 11:43
    • Reply

    Da appassionato (senza esagerazioni…però so cosa è un andoriano ed un borg) di Star Trek
    Leggo qui il massimo della tristezza esprimibile dalla cultura nerd…ma basta per favore !!!
    ——
    Le donne delle pulizie hanno dovuto raddoppiare i turni per lavare i pavimenti dalla bava degli uomini presenti in sala (e, a proposito, se per caso trovate un paio di mutande, sono io che le ho lanciate. No, così, per dire).
    ——
    Cioè…ma che tristezza da MDF 🙁 …scusate ma non ho resistito a lasciare un commento.

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