Mag 26 2017

Starcon 2017: Il primo giorno

Si parte!

Starcon anno zero.

E’ così che ci sentiamo. Abbiamo ricominciato, dopo 18 anni a Bellaria. Siamo passati dalla riviera romagnola alle colline toscane, abbiamo preso baracca e burattini e ci siamo trasferiti qui. E’ una nuova frontiera, la stiamo esplorando, stiamo andando dove nessun fan era mai giunto prima.

Pronti a incominciare: chi è di scena? Vai prima tu! No, dai, prima tu! Eccheccavolo…

E’ una fase di rodaggio e di sperimentazione, ma non preoccupatevi: ci siamo rifatti il trucco e il guardaroba, ma siamo sempre gli stessi. Al banco Stic troverete come sempre Livia Monteleone e Nicola Vianello (il quale è disponibile a tutte le ore per rinnovare la vostra iscrizione al club), e all’ingresso troverete sempre la miglior reception di sempre, pronta ad ascoltare i vostri problemi e a fornirvi del passi e di tutto l’equipaggiamento che vi serve per affrontare la Starcon…insomma, i capisaldi della Starcon ci sono e non mancheranno neanche questa volta.

Il banco Stic, con Nicola Vianello e la meravigliosa Livia.

Ma è un nuovo mondo, e vogliamo sfruttarlo al meglio per rendere la Starcon ancora migliore. Ci sentiamo un po’ come John Travolta in “Grease”: questa convention puo’ diventare sistematica, idiomatica, ultramatica…puó diventare Starcon Lightning!
(Il paragone con “Grease” non è poi così tanto alla cavolo, perché anche noi abbiamo una Rizzo, la favolosa Gabriella, che troverete alla reception, e che risolverà ogni vostro problema: se la vostra navetta da Chiusi se n’è andata sgommando abbandonandovi sul piazzale della stazione sotto il sole cocente come un cane in autostrada a ferragosto, ella smuoverà mezzo mondo affinchè qualcuno vi venga a prendere. Rizzo, ti amo, sei la mia nuova migliore amica! Voglio un figlio da te! Se non ce l’hai mi accontento di un nipote!)

E abbiamo iniziato. Tra il vecchio e il nuovo. Il nuovo è la sala, diversa da quella di Bellaria, con i palchi e i loggioni. Il “vecchio” era Marco Pesaresi (Ha! Ha!), il nostro bravo presentatore al quale manca solo un eccesso di lampada solare per essere come Carlo Conti, e che ha dato il via alla nostra manifestazione presentando come al solito i club che danno vita alla Starcon.

Uno sguardo dall’alto

Il giovedì è come sempre una giornata introduttiva, di riscaldamento. Si inizia piano piano, con proiezioni (Guida Galattica per Autostoppisti, Muppet Show), conferenze (I quarant’anni della Forza) e giochi a quiz (Federazione a catena). Tutto come da programma, ma in una nuova cornice. Alcune cose hanno naturalmente bisogno di qualche aggiustamento di tiro, come i pasti consumati alla sera al ristorante esterno dalla convention, che si sono rivelati purtroppo al di sotto dei livelli che ci avevano garantito, ma stiamo lavorando per risolvere anche questo problema (se necessario faremo intervenire l’armata klingon equipaggiata di bat’leth e di bastoni del dolore, e i Sith con il lato oscuro della Forza).

Alcune cose tuttavia non si cambiano: i capisaldi della Starcon non si toccano. Ogni anno c’è sempre chi porta prelibatezze enogastronomiche da tutte le parti d’Italia (e anche dall’estero) per il “dopo festival”, le serate sui divanetti dell’albergo in cui, a giornata conclusa, i “sopravvissuti” alla convention riposano dalle fatiche pasteggiando a bomboloni alla crema (SIIII! CI SONO ANCHE QUI!), soppressa e vini, spumanti e non.

Siamo andati a dormire alle tre del mattino, stanchi ma felici. La Starcon è davvero iniziata. Ci siamo trasferiti altrove (e non sto parlando della base segreta di Martin Mystère), ma siamo a casa.
Starcon: dove ci sono bomboloni c’è casa.

Venite anche voi, venite a trovarci. Fino a domenica siamo qui. A Chianciano. E non ci muoviamo.

 

Carlo Recagno

 

 

E dalla regia ci dicono “tutto OK”.

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