Starcon 2016 Report – Giorno 2

In our lives we have walked some strange and lonely treks (gli Abba, “When all is Said and Done”)

Miei cari amici vicini e lontani, è con viva e vibrante soddisfazione che vi annuncio che la nostra battaglia contro il maltempo è stata vinta, e che il sole è tornato a regnare su Bellaria! Dapprima facendo timidamente capolino tra le nuvole che venivano progressivamente spazzate via dal vento, poi con sempre maggiore decisione, restituendo alla località di mare almeno un po’ del clima stagionale.
E la Starcon è entrata nel vivo. Sono iniziate le celebrazioni del cinquantennale di Star Trek, e del trentennale dello Stic. Sono iniziate le conferenze, con Paolo Attivissimo che ci ha parlato di nuovo della trekker più famosa di tutti, “Astrosamantha” Cristoforetti, la donna delle stelle che tutti vorremmo sposare (sul numero 182 di “Inside Star Trek Magazine”, in anteprima proprio in questi giorni per i partecipanti alla Starcon, troverete una sua intervista esclusiva – sissignori, ho detto esclusiva: Corriere della Sera, non sei nessuno! – con le domande fatte dai fan). E con il dottor Francesco Spadaro (come, “dottore chi?”, sto parlando del Navarca, naturalmente, che avendo smarrito la valigia ha dovuto comperarsi in tutta fretta qualcosa da indossare), il quale ci ha parlato della fantamedicina in Star Trek facendo il raffronto con la medicina reale.
E poi giochi, come lo “Star Ring” condotto da Marco Pesaresi, che ancora una volta ha visto fronteggiarsi tra di loro i fan di Star Trek e quelli di Star Wars. Non vi dico chi ha vinto perché l’importante è partecipare (come diceva coso, quello lì, il barone Decubertèn), e in fondo siamo alleati: non credete a quello che sentite dire in giro: Star Trek e Star Wars non si fanno affatto la guerra, anzi, ci vogliamo bene (come potrebbero dire i giornalisti, che si documentano sempre a fondo sulle cose che scrivono: Star Trek, Star Wars, che differenza fa? Sempre di Star si tratta).

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L’eroica squadra di Star Trek, con Gabriella

E poi, signori, la Kobayashi Maru, il gioco a squadre che dagli albori della Sticcon impegna fino alle quattro del mattino, e cui partecipanti prendono letteralmente possesso del centro congressi trasformandolo in un teatro di battaglia. (Questa volta abbiamo dovuto fare intervenire la polizia per farli sloggiare, come in Fantozzi: alle quattro del mattino, la polizia si incazzò davvero. No, scherzo, erano solo le tre e mezza)

Ma voi vorrete sapere degli ospiti. Li abbiamo avuti, naturalmente. Festeggiamo il cinquantennale di Star Trek e abbiamo avuto di nuovo il piacere di avere tra noi alcune attrici della Serie Classica, e cioè Celeste Yarnall, Lee Meriwether e Barbara Luna (quest’ultima in una splendida tuta argentea e molto “spaziale”).

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Celeste Yarnall con Paolo Attivissimo

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BarBara Luna e Lee Meriwether, con le traduttrice simultanee Elena e Chiara.

Ma soprattutto, c’è stato un altro atteso e gradito ritorno. A cinque anni dalla sua precedente apparizione sul palco del Palacongressi, quest’anno nella veste di Woman in Red, abbiamo avuto (fiato alle trombe, Turchetti) Chase Masterson.

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Ta – daaaaahhh!

Bella.
Bellissima e sinuosa.
Splendida e spiritosa.
Affascinante.
Conturbante (no, scherzo, non aveva nessun turbante).

Non è solo Sheldon Cooper a divertirsi con le bandiere, come ricorderanno i presenti alla Sticcon XXV, cinque anni fa.

Come potete vedere, non è solo Sheldon Cooper a divertirsi con le bandiere (e lo ricordano anche i presenti alla Sticcon XXV, cinque anni fa).

Che ancora una volta ci ha deliziato con aneddoti su Deep Space Nine e ha cantato ben due canzoni, coinvolgendo anche l’amico Paolo Attivissimo, costretto a fare la traduzione simultanea non soltanto delle sue parole ma anche delle sue movenze sulla scena (Paolo, tu non sei male, ma non ti offendere: preferisco lei).

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Chase cerca di insegnare a Paolo come ci si muove sul palco…

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…ma, come si suol dire, il ragazzo è intelligente però non si applica.

Chase Masterson.
Prorompente e deflagrante.
Elettrizzante e spumeggiante.
(sigh). Scusate, sono ancora preso dai ricordi.
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E la convention continua. Domani avremo Shatner, McCoy (sì, il Dottore; no, non quello, quell’altro), e Terry Farrell. E le celebrazioni per gli anniversari continuano.
Non dico che sembra ieri, ma l’altro ieri sì, che è stato fondato lo Star Trek Italian Club, grazie a un piccolo ma agguerrito nucleo di appassionati di Star Trek che fino a quel momento erano convinti di essere i soli. E nel corso degli anni lo Stic è cresciuto, diventando il club ufficiale di Star Trek in Italia e un punto di riferimento per tutti i fan. Così come è cresciuta la rivista del club, che da semplice fanzine è diventata rivista professionale. E’ cresciuta naturalmente la Sticcon, che si è unita ad altre convention di altri club per dare vita alla Starcon. E siamo cresciuti inevitabilmente anche noi
, che cominciamo (ahi!) ad avere i un po’ di capelli grigi (ma solo un po’, eh), la giacca che non si chiude più e qualche segno sulla faccia, sulla fronte e ai lati degli occhi. Slightly worn but dignified and not too old for sex, come cantavano gli Abba (così giustifico il verso citato all’inizio; mi serviva qualcosa per iniziare e mi era venuta in mente quella canzone). Ma benché invecchiati siamo sempre qui, e continueremo a esserci. A noi si sono aggiunti nel frattempo soci più giovani, che magari non erano neanche nati quando è iniziata l’avventura (e alcuni di loro devono la loro esistenza proprio allo Stic!).

Carlo Recagno

P.S. Chase Masterson is frickin’hot!!

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1 commento

    • CMT il 24 Maggio 2016 alle 15:55
    • Rispondi

    Abbiamo sconfitto la battaglia contro il maltempo? Mica me ne ero accorto ^__^;

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