Alla Reunion 2019 i Foschi raddoppiano!

Oltre a Massimo avremo come ospite anche il figlio Marco, anche lui attore e doppiatore bravissimo. Lo ricordiamo come voce di Lee Pace nella saga de Lo Hobbit e di Tom Hardy in Mad Max – Fury Road.

Marco Foschi (Roma, 1º aprile 1977) è un attore e doppiatore italiano che lavora in campo teatrale, cinematografico e televisivo, diplomatosi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico.

Esordisce nel cinema con il film del 1999, Tartarughe dal becco d’ascia e, dopo alcuni anni passati a lavorare in teatro, torna al cinema nel 2003 con Fame chimica e Le intermittenze del cuore.

Nel 2003 vince il Premio Ubu come nuovo attore per la sua interpretazione di Pilade nell’omonima opera teatrale di Pasolini. Nel 2004 vince il premio come miglior attore al festival Annecy cinéma italien per l’interpretazione in Fame chimica[1]. Sempre nello stesso anno recita, al fianco di Giovanna Mezzogiorno, nella miniserie tv Virginia, la monaca di Monza.

Nel 2007 si fa notare nella commedia Come tu mi vuoi ed è protagonista, al fianco di Kasia Smutniak, nel film di Peter Del Monte, Nelle tue mani.

Dopo la lavorazione del film Riprendimi del 2008, lavora al fianco di Giorgio Albertazzi e Annibale Pavone in una trasposizione teatrale di Moby Dick, portata in scena anche al Teatro Argentina di Roma e al Théâtre National de l’Odéon di Parigi. La regia è di Antonio Latella con il quale Foschi da molti anni è legato da un produttivo sodalizio artistico.

Ha lavorato anche nel campo del doppiaggio, prestando la voce a 50 Cent nel film Get Rich or Die Tryin’, a Heath Ledger nel film Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo, nel film di fantascienza Kyashan – La rinascita e negli ultimi due film della trilogia de Lo Hobbit, prestando la voce a Lee Pace, nel ruolo di Thranduil. Nel 2012 è coprotagonista della serie tv L’isola, regia di Alberto Negrin. Inoltre, nel 2015 presta la voce a Tom Hardy in Mad Max – Fury Road, film pluripremiato agli Oscar 2016.

L’iconica voce di Darth Vader alla Reunion XV

“No, io sono tuo padre”. Una carriera in una frase.

La celebre e straniante battuta de L’Impero colpisce ancora segna la paternità di un lungo percorso d’attore. Dietro la maschera di Dart Fener si nasconde la voce possente e pastosa di Massimo Foschi, capace di essere imponente e tremenda, ma anche di celare una possibilità di bene in un personaggio guidato dalla Forza del male. Voce, volto, corpo: attore assoluto, Foschi esalta l’equilibrio tra suono e presenza, dichiarandosi contrario alla categorizzazione degli interpreti. Non esistono attori di teatro, né doppiatori, ma professionisti che rispondono all’unica definizione possibile di “attore”. E la sua esperienza ne è un esempio. In teatro ha lavorato con Costa, Squarzina, Puggell, Cobelli, Gregoretti, Cruciani, e altri ancora. È stato Olando Furioso con Ronconi e ha messo in scena personaggi di Shakespeare sotto la guida di Strehler. Al cinema è stato diretto da Zeffirelli e Petri. Ha preso parte al doppiaggio di film di Visconti, di tutti i film di Kubrick da 2001: Odissea nello spazio in avanti. È stato la voce calda e baritonale di Gregory Peck, di Donald Sutherland in Hungher Games, di Max von Sydow, Burt Lancaster e altri, eppure il pubblico lo ferma per strada e lo chiama al telefono pur di tornare in quella “galassia tanto tanto lontana” e riascoltare il respiro di Dart Fener, con le sue frasi leggendarie che vanno oltre il tempo e lo spazio del cinema.

Il cinema tra palco e leggio
Massimo Foschi nasce a Forlì il 2 gennaio 1938. La sua passione per la recitazione passa attraverso l’amore per la poesia. A vent’anni frequenta l’Accademia d’Arte Drammatica di Roma. L’esperienza in Accademia ne esalta le doti teatrali, dando inizio ad una costante carriera sui palchi della capitale e di Milano. Mentre il teatro ed il doppiaggio continuano a rappresentare il principale campo d’azione di Foschi, negli anni ’60 e ’70 la televisione lo adotta per diversi sceneggiati, considerati al tempo “pedagogici” per un pubblico ancora da “educare ed istruire”. La prima esperienza cinematografica significativa arriva con un ruolo minore ne Il medico della mutua (1968), mentre nel successivo e profetico film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) affianca Gian Maria Volonté con un personaggio di maggior spessore in un’opera premiata con l’Oscar al miglior film straniero. In seguito veste due volte i panni sacri, prima nelle vesti di cardinale in Fratello sole, sorella luna (1972) di Zeffirelli, poi in quelle del frate in Giordano Bruno di Montaldo (1975). La seconda metà degli anni ’70, particolarmente prolifica, vede Foschi impegnato in Ultimo mondo cannibale (1977), Holocaust 2000 (1997) e in Nove ospiti per un delitto (1977). Il teatro torna a fondersi col cinema sia con Il principe Homburg (1984) sotto la regia di Lavia e con Otello (1986) , in cui Zeffirelli rispolvera la familiarità di Foschi con i testi shakespeariani. L’intenso rapporto con il cinema, al contrario del doppiaggio e del teatro, si interrompe nel corso degli anni ’90, per poi riprendere di recente con La città ideale (2012), convincente esordio alla regia di Luigi Lo Cascio e l’apocalittico Pandemia (2011), in cui recita assieme a suo figlio Marco, questa volta senza porre inquietanti dubbi sulla sua paternità.

E’ online la scheda di iscrizione alla Reunion XV che potete trovare qui

Per prepararci a Star Trek: Picard

L’8 ottobre 2019 esce per la Titan Books il libro Star Trek – Picard: The Classic Chronicles.

Nella presentazione del tomo leggiamo: “Una guida dietro le quinte dei viaggi del capitano Jean-Luc Picard. Un’edizione da collezione di lusso che offre una guida dietro le quinte del personaggio di Star Trek preferito dai fan di Patrick Stewart. Una selezione di interviste con Patrick Stewart e aneddoti su Jean-Luc Picard, che tracciano il percorso del personaggio in vista della serie che lo vede protagonista. All’interno fantastiche immagini classiche. Una guida essenziale per tutti i fan di Star Trek“.

Reunion XV: Abbiamo un capitano!

Scusate il ritardo! Le vacanze estive sono state estenuanti, e abbiamo ancora bisogno di ritemprarci. Questa volta vi abbiamo fatto attendere un po’, ma rimediamo subito annunciandovi l’ospite d’onore della Reunion XV!
Ebbene, per la prima volta alla Reunion abbiamo un capitano di Star Trek! E non un capitano qualunque, ma addirittura un capitano della Enterprise! Si tratta infatti di Sean Kenney, il secondo attore a interpretare il ruolo di Christopher Pike, predecessore di James T. Kirk al comando della nave ammiraglia della flotta stellare. Si tratta inoltre di un gradito ritorno, in quanto Sean era già stato tra noi nel 2007 alla STICCON XXI, e chi l’ha ammirato sul palco di Bellaria ricorda come sia gentile e alla mano (nonché di bell’aspetto, cosa che risulterà certamente gradita alle signore).

Sean David Kenney è nato il 13 Marzo 1944, e oltre a rivestire i panni del capitano Pike da disabile nell’episodio doppio “L’ammutinamento” (prendendo il posto del compianto Jeffrey Hunter), sempre nella Serie Classica ha interpretato il tenente De Paul in “Arena” e “Una guerra incredibile”.

Sean nei panni di Pike, assieme a William Shatner (Kirk) e Leonard Nimoy (Spock) ne “L’ammutinamento”.

Sean nei panni del tenente De Paul

Dopo Star Trek ha recitato nei film “Gli anni impossibili” (1968), “How’s your love life?” (1971), “The Corpse Grinders” (1971), “Terminal Island – L’isola dei dannati” (1973) e “Slumber Party ’57” (1976), la sua ultima apparizione cinematografica.
Nel 1980 si è dedicato all’attività di fotografo professionista, diventando molto ricercato a Los Angeles.

Vi aspettiamo alla Reunion XV! Compilate la scheda d’iscrizione!

E’ disponibile la scheda per l’iscrizione alla Reunion 2019

Mentre negli USA hanno terminato le riprese di Star Trek: Picard, noi vi proponiamo la scheda per partecipare alla Reunion 2019. Basta cliccare qui e potrete scaricare la scheda da compilare e inviare.

Siete pronti a raggiungere i vostri amici all’Hotel Mediterraneo di Riccione?

Facciamo il punto

Quante notizie sul futuro di Star Trek sono arrivate prima, durante e dopo il Comic-Con di San Diego.

Le avete assimilate più o meno in fretta commentandole sui social ed ora ripercorriamole con tutta calma.

La serie con Patrick Stewart, Star Trek: Picard in arrivo nel 2020 su Prime Video di Amazon ha nel cast alcuni degli attori delle serie precedenti: Jonathan Frakes, Marina Sirtis, Brent Spiner, Jeri Ryan, Jonathan Del Arco. E se non fossero gli unici a ‘tornare’?

Intanto è in produzione un romanzo ambientato nell’universo della serie.

Le riprese della terza stagione di Star Trek: Discovery sono in corso ma non è dato ancora sapere chi siederà sulla sedia del capitano. Le notizie sulla serie sono scarse dato che la macchina produttiva sta pubblicizzando la serie con Picard.

Ci saranno altri 6 Short Treks che riprenderanno a raccontare storie con Pike, Spock e Numero Uno, un paio saranno episodi animati di cui uno diretto dal compositore Michael Giacchino, uno riguarderà i triboli e l’ultimo sarà un prequel della serie con Picard ambientato 15 anni prima. I titoli degli episodi presentati in un trailer sono: The Girl Who Made the Stars, Children of Mars, The Trouble With Edward, Ask Not, Ephaim and Dot, Q&A.

Star Trek avrà di nuovo una serie animata dal titolo Star Trek: Lower Decks. Sono già stati presentati i protagonisti animati che saranno quattro guardiamarina a bordo di una nave della Flotta Stellare nel 2380. Ci resta la curiosità su chi distribuirà la serie fuori dagli Stati Uniti.

Aggiungiamo la produzione della serie sulla Sezione 31 ancora avvolta nel mistero e possiamo dire che avremo di che fare una scorpacciata.

Ma come? Ma di già? Sì, le date della StarCon 2020!

Eravamo lì, a Bellaria, soltanto un mese fa. Ricordiamo ancora con nostalgia il sapore dei bomboloni, la conferenza di Paolo Attivissimo e le risate della cena di gala (nonchè le minigonne di Marina Sirtis!), ma ecco che già sono in atto i piani per la prossima edizione. Perchè, sappiatelo, il Comitato Organizzatore non dorme mai! Esatto, le sorprese non sono finite. Dopo avervi annunciato soltanto ieri le date della Reunion, siamo orgogliosi di presentarvi le date della prossima StarCon!

Segnatele sul calendario, non prendete impegni per quel weekend: la “convention dove tutto è possibile” tornerà dal 21 al 24 Maggio 2020. Dove? Ma sempre a Bellaria-Igea Marina, la nostra “casa” dove siamo tornati trionfalmente quest’anno!

A tempo debito vi comunicheremo i nomi degli ospiti e pubblicheremo la scheda d’iscrizione (pero’ non trattenete il fiato nell’attesa; c’è ancora tempo, e prima avremo la Reunion!). Ma una cosa è certa fin d’ora: la StarCon l’anno prossimo entrerà nei ruggenti anni venti del ventunesimo secolo, e noi vogliamo che stiate assieme a noi!

Una convention dove tutto è possibile. Ed è vero!

#StarConItalia2020

Ecco le date della Reunion 2019

Non si sono ancora spenti i commenti entusiastici sulla scorsa StarCon e del ritorno a Bellaria Igea-Marina, che siamo già pronti per annunciare le date della Reunion 2019 che si svolge da diversi anni all’Hotel Mediterraneo di Riccione. Dove avrà luogo quest’anno, invece? Ma all’Hotel Mediterraneo di Riccione, perbacco! Squadra che vince non si cambia! Un nome, una garanzia! Reunion: basta la parola! (quest’ultima forse non c’entrava molto)

La convention si terrà dall’11 al 13 Ottobre 2019, segnatevi la data! A tempo debito annunceremo gli ospiti e pubblicheremo la scheda d’iscrizione. Per il momento, sapete quando prendere le ferie in ufficio!

#reunion2019 #savethedate #veniteariccioneperdinci

Premio Giacomo Pueroni edizione 2019

L’organizzazione di The Game Fortress di Palmanova ci ha segnalato il vincitore della terza edizione del premio dedicato al nostro amico Giacomo scomparso nel 2017 a 53 anni per SLA (sclerosi laterale amiotrofica).

Il premio quest’anno va a Matteo Scalera. Matteo è disegnatore, copertinista e autore completo per alcune delle più famose case editrici nazionali e internazionali. Dopo aver frequentato la Scuola del Fumetto di Milano, esordisce nel 2007 con Hyperkinetic, miniserie di Image Comics. Nel 2010 inizia la sua collaborazione con Marvel Comics, per diverse testate del personaggio di Deadpool. Dopo aver realizzato le copertine per numerose miniserie di BOOM! Studios, lavora sulla testata Secret Avengers (Marvel Comics) su testi di Rick Remender. È sempre insieme a lui che pubblica, per la Image, Black Science, edita attualmente in Italia da BAO Publishing.

Matteo Scalera

Matteo Scalera riceverà il Premio Giacomo Pueroni 2019 (3° edizione), al “Miglior disegnatore di fantascienza”, sabato 01 giugno 2019, alle ore 17.00, presso l’auditorium del PAFF! Palazzo Arti Fumetto Friuli, via Dante, 33 Pordenone.

Per il comunicato stampa andate qui.

StarCon 2019: Giorno 4

Bellaria, Lunedì 13 Maggio 2019

A chi possa interessare.
Scrivo queste righe nell’atrio dell’Hotel Piccadilly, che è l’ultimo rifugio per coloro che non hanno fatto in tempo ad andarsene. Il maltempo imperversa, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera stanca. Chi se l’immaginava che, proprio alla fine della StarCon Italia 2019 una tempesta si sarebbe abbattuta sulla riviera romagnola? Ieri sera c’è stata la cena di gala, abbiamo festeggiato la conclusione della nostra convention mentre fuori infuriava il temporale, e dai vetri dell’hotel potevamo vedere il mare agitato, tra le onde che ruggivano e con la furia degli elementi, la furia dei marosi e anche Furia cavallo del West. Alla luce di un fulmine per un attimo avevamo visto una nave cavalcare le onde, e con il potente ingrandimento della fotocamera eravamo riusciti a leggere il nome sulla fiancata: L’Olonese volante! Ma noi avevamo ignorato questo segno, ignavi ed ebbri, sicuri della nostra invincibilità, e ne avremmo pagato il fio! E avevamo fatto bagordi come se non ci fosse un domani. Come se non ci fosse un domani! Non potevamo immaginare quanto profetiche fossero queste parole! Noi che ce ne stavamo a bere, mangiare e danzare come sul Titanic! Perchè non abbiamo visto in tempo quell’iceberg? Perché?

Questa mattina, lunedì 13 Maggio, sono andato in stazione per ritornare a casa, la pioggia era battente; avrei dovuto già accorgermi che qualcosa non andava: molte serrande erano chiuse, la gente pareva allarmata, le macchine sembravano scappare fuori città. Una volta arrivato al binario 1 e 2/3 ho scoperto con orrore che, causa maltempo, le ferrovie erano nel caos: il mio treno era in ritardo di 55 minuti (persa quindi la coincidenza a Rimini per Bologna), e gli altri convogli erano anch’essi in ritardo, oppure cancellati. Ho provato a chiedere informazioni in biglietteria, ma l’addetto allo sportello indossava un salvagente a ciambella e una maschera da sub. Stava chiudendo, e gli ho chiesto quando avrebbero riaperto: mi ha rivolto uno sguardo compassionevole. Gli ho chiesto il perché di questa sua strana bardatura, e lui mi ha risposto: “Siamo una località di mare, no?”. Dopodichè è uscito dalla stazione con ai piedi le pinne e si e tuffato in strada, allontanandosi a nuoto.
Non potevo fare altro che tornare in albergo, dove almeno avrei trovato asilo. Sono stato uno degli ultimi, prima che chiudessero le porte.
Ed eccoci qui, io e pochi altri compagni di sventura rimasti. Le notizie sono frammentarie: abbiamo sentito che un fiume era esondato (vi ricordate quando dicevamo semplicemente “straripato”?), e la situazione era critica. Abbiamo contattato la capitaneria di porto, ma abbiamo trovato solo un messaggio registrato che diceva: “Parla Nettuno. Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico”. Dopodichè si è sentito il rumore di uno sciacquone, e abbiamo intuito che le cose non andavano tanto bene.
Aspettiamo futuri sviluppi. Non so fino a che punto reggerà la corrente elettrica, e per questo ho deciso di dedicarmi al mio dovere di cronista: scriverò il resoconto dell’ultimo giorno della StarCon, e lo affiderò a una bottiglia, sperando che giunga a qualcuno: la posterità deve sapere come si è conclusa la più bella convention di sempre.

Ordunque, parliamo di Domenica. L’evento principale della mattinata è stato l’incontro con l’ospite fumettistico: Moreno Burattini, sceneggiatore e “showrunner” di Zagor, il quale ci ha parlato delle componenti fantascientifiche nella serie ideata da Sergio Bonelli. Ad affiancarlo, in qualità di “spalla”, Carlo Recagno, sceneggiatore e redattore di Martin Mystère. Due bonelliani al prezzo di uno! (Un affarone, Bing! Parola del Conte Oliver)
Dopodichè, a causa di un cambio di programma, abbiamo assistito a una nuova sessione del workshop di Miltos Yerolemou (faccio sempre il copincolla per scriverlo giusto) della “danza dell’acqua” (con la collaborazione di Annaclaudia Amadori nel ruolo di traduttrice simultanea), per chi desiderava imparare a combattere come uno spadaccino di Braavos. Braavi tutti quanti, molto braavi!

Milton in mezzo ai suoi studenti

Il Maestro in mezzo ai duellanti

“Io sono tuo padre”
“Noooooo!”

Dopo (e in mezzo) a tutto questo: conferenze, sessioni autografi e torneo di Klinzha.
Al pomeriggio, ve lo confesso, la pioggia mi ha scoraggiato dal seguire gli eventi, finchè prendendo a due mani il coraggio (in realtà l’ombrello) mi sono arrischiato a tornare al Palacongressi per vedere ancora una volta Doug Jones.

Vestito con una sobrietà che ricordava il cantante Mika, si è seduto di nuovo sulla riproduzione della poltrona da capitano della USS Discovery (che gli apparteneva di diritto come Saru), e ancora una volta è stato a disposizione del pubblico. Gradevole e simpatico, uno degli ospiti più memorabili che abbiamo mai avuto alla StarCon.

Dopodichè presentazione del libro “Lost Trek”, di Marcello Rossi e Cesare Cioni, e ultima conferenza prevista. (E, malgrado non fosse inclusa nel depliant, foto di gruppo a conclusione dei lavori. )

Alla sera, cena di gala per la prima volta all’Hotel Piccadilly. Siamo stati un po’ più strettini rispetto a come eravamo abituati tre anni fa, ma sempre meglio che a Chianciano. Abbiamo festeggiato con gioia (e con alcool) la conclusione di quattro giorni non-stop di allegria, divertimento, spettacolo e amicizia.

La torta della cena di gala

Con noi hanno brindato i nostri ospiti (e Doug Jones ha pure effettuato qualche passo di danza con le signore presenti).

Il pasodoble di Doug Jones

E’ stato assegnato per la prima volta il “Premio Idic”, per gli eroi che si sono particolarmente distinti al servizio dello Stic, e chi avrebbe potuto inaugurare questa usanza meglio di Marco Paulli? Premio meritatissimo, Marco!

Marco Paulli riceve il premio dalle mani di Claudio Galinta, in rappresentanza del Ponte di Comando dello Stic.

Al termine, è toccato come sempre al nostro presidente Nicola Vianello l’ingrato compito di dichiarare chiusa la convention (ma non temete, ci rivediamo tra sei mesi a Riccione con la Reunion).

Fighitudine a mille

Fighitudine fuori scala

Gentili donzelle ringraziano il presidente dello STIC-AL per tutto quello che ha fatto e che fa per il club e per la convention

Foto di gruppo con ospiti

Un’altra StarCon si era conclusa, e gli ultimi sopravvissuti hanno passato la serata con l’ultimo (purtroppo) “dopofestival”, sui divanetti dell’albergo. Dopo l’ultima cena, l’ultima bombolonata, le ultime pizzette, gli ultimi panini con la soppressa.
E tutto ha avuto termine come in un bellissimo sogno, mentre fuori infuriava la bufera, e giungevano notizie di grandinate in altre parti d’Italia. Così si è conclusa la Starcon Italia 2019, così si è concluso il nostro trionfale – e felice – ritorno a Bellaria.

Ora siamo qui, la mattina dopo, assediati dalla pioggia, ma nessuno si arrischia ad uscire dall’albergo, siamo barricati. Per ora la corrente funziona, e abbiamo scorte di vino e di bomboloni ancora per un po’, ma già vedo alcuni di noi che osservano quelli più grassocci con occhi curiosamente famelici, e inizio a preoccuparmi un po’. Fuori, sul lungomare, c’è una curiosa processione di animali che si muovono misteriosamente a coppie, tutti diretti verso una colossale imbarcazione di legno. Somiglia proprio a quella…quella lì, insomma. Spero tanto che non sia quella di lui…sì, coso, quello li. Spero proprio di no. No!
NO, EH!
Aspettiamo che il sole torni a far capolino tra le nubi, e che arrivi una colomba con in bocca un ramoscello. Il Navarca, temerario, ha deciso di sfidare la sorte e di chiamare un taxi per arrivare a Rimini. Il tassista assomigliava stranamente a Davy Jones, chissà se lo rivedrò mai più? (Il Navarca, non Davy Jones)
E’ stato un gran ritorno, e una delle più belle StarCon di tutti i tempi. Bellaria è la nostra casa, e speriamo che continui a esserlo ancora per molti anni a venire.
Affido questa testimonianza al caso, sperando che non vada perduta, e attendo una nave che mi riporti a casa. Je ne regrette rien. Seppellite il mio cuore a Wounded Knee.

Carlo Recagno

NOTA: Abbiamo trovato queste pagine dentro una bottiglia di Pinot Chardonnay finita sulla spiaggia di Bellaria dopo la più grande inondazione degli ultimi 300 anni; c’era scritto di farla pervenire allo Star Trek Italian Club, e così abbiamo fatto.
Firmato: La capitaneria di porto.